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Viterbo, picchiava la moglie e pretendeva rapporti sessuali. "Mamma denuncialo". Donna di Nepi denuncia il marito grazie alla figlia

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“Se non denunci papà lo faccio io”. Una quarantenne di Nepi ha trovato il coraggio di andare dai carabinieri solo dopo che la figlia adolescente le ha dato coraggio. “Ero terrorizzata. Non ho avuto mai la forza di dire basta”. Con queste parole è iniziata la testimonianza di una quarantenne che nell’estate del 2020 ha deciso di mettere fine ad anni di maltrattamenti e soprusi da parte dell’ex coniuge. “All’inizio della nostra relazione era aggressivo solo con me. Poi, quando ci siamo sposati e sono arrivati i bambini lo è diventato anche con loro – ha raccontato la donna, ripercorrendo quei momenti dolorosi-. Si ingelosiva per qualsiasi cosa e si trasformava. Nonostante mi pestasse violentemente davanti ai nostri figli, subito dopo era come se non fosse successo nulla. Sminuiva quello che mi aveva fatto poco prima”.

 

Durante la deposizione, la giovane mamma ha riferito che circa 6 anni fa la figlia riprese con il cellulare una delle tante aggressioni e mando la registrazione alla zia materna. Video che è stato depositato agli atti del procedimento a carico dell’uomo accusato di maltrattamenti in famiglia. “Una sera rientrando a casa trovai mia figlia con una ferita sulla gamba a causa di una cinghiata che il mio ex marito le aveva sferrato. Non sopportava che i ragazzi litigassero e metteva loro le mani addosso - ha proseguito la vittima-. Capitava anche che mio figlio dormisse con noi, per paura che il padre potesse picchiarmi. Queste cose accadevano anche in presenza dei bambini”.

 

La quarantenne, sollecitata dalle domande del pubblico ministero Chiara Capezzuto ha specificato in che cosa consistessero questi attacchi fisici nei suoi confronti. “Mi dava cazzotti sulla schiena, pizze in faccia, mi prendeva per i capelli e mi sbatteva contro un tavolino – ha spiegato la donna-. Avevo paura di andare al pronto soccorso o di rivolgermi alle autorità. Mi vergognavo di dirlo ai miei genitori, che sono persone grandi. Ricordo che circa 6 anni fa avevamo litigato perché lui pretendeva di avere un rapporto sessuale. Mi fece talmente male che mi strappò il lobo di un orecchio. A quel punto chiamai mia suocera e mia cognata, che nonostante fossero poi intervenute raggiungendoci a casa mi dissero che non avrei dovuto andar via per via dei bambini che all’epoca erano ancora piccoli. Loro sapevano cosa avveniva e speravo che mi capissero. I miei genitori no. Tra loro non ci sono mai stati problemi del genere. Io non ho giustificazioni perché ho sopportato per troppo tempo. Pensavo di poterlo cambiare. Pensavo che l’arrivo di un figlio potesse cambiarlo. E invece ho solo rovinato tutto e ho mandato avanti una situazione che non doveva arrivare a questo punto. Stamani mia figlia non doveva stare qui”. Nel corso della seduta è stata sentita, nascosta dal paravento, la figlia più grande, appena adolescente, e il presidente del collegio, al termine dell’ascolto, ha stabilito che l’altro figlio della coppia verrà ascoltato in modalità protetta il 18 gennaio del 2022.