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Viterbo, elezioni comunali. Fusco candidato a Vitorchiano

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Senatore Fusco, perché ha deciso di candidarsi a sindaco di Vitorchiano?
“Quando ci si impegna in politica, il legame con il territorio è fondamentale. Al Nord tanti miei colleghi sono impegnati a livello locale e concordano nel ritenere questo tipo di attività essenziale per interpretare meglio il mandato parlamentare. Solo stando sul territorio si possono recepire e rappresentare le necessità dei cittadini”.
Come vive questa nuova esperienza?
“E’ un’esperienza bella, molto bella, e sono orgoglioso di farla perché credo che in politica bisogna mettersi in gioco. Ammiro quelli che lo fanno. Personalmente, ho avuta tanta fortuna e adesso voglio mettere a disposizione di tutti i cittadini quello che ho ricevuto”.

Montefiascone. Si parla di centrodestra unito, ma non si è ancora capito se la Lega è dentro o fuori.
“In questo momento preferisco non commentare, ho bisogno ancora di un po’ di tempo per capire che è successo. Una cosa è però chiara: Augusto Bracoloni, a cui sono molto vicino, non sta in lista. Non è nella lista di centrodestra”.
Qualcuno dice però che alla Lega sia vicino Danti.
“E’ vero che inizialmente siamo stati noi a indicare Danti, ma in ciò che è accaduto dopo la Lega non c’entra nulla”.
Sta dicendo che Andrea Danti ha deciso in autonomia di diventare il candidato unitario?
“Come ho detto, ho bisogno di fare un’analisi più dettagliata. Comunque, la scelta compiuta mezzora prima di presentare la lista non è stata condivisa con la Lega”.
Come mai, secondo lei, la classe politica attuale è così mutevole, come dimostrano tutti questi passaggi da una parte all’altra?
“E’ il risultato di questa tendenza che c’è oggi di fare liste civiche, che hanno pro e contro. I contro sono rappresentati da tutto ciò abbiamo visto in questi giorni. Le liste vanno organizzate prima e l’organizzazione, per definire la linea da mantenere, richiede lavoro, impegno e passione. A Montefiascone si era decisa una cosa che fino a mezzora prima andava bene e poi è cambiato tutto. Non penso sia normale”.

Dunque?
“Bisogna lavorare sull’organizzazione territoriale, cosa che ho intenzione di fare da domani mattina”. 
Viterbo. Crisi rientrata?
“In questo momento, mentre facciamo questa intervista, sì. Poi, non so”.
Qual è il problema della città di Viterbo?
“Stanno arrivando tanti soldi e tanta gente, di fronte a questa prospettiva, si agita”.
Come Lega, cosa avete in serbo per i prossimi mesi?
“Innanzitutto, presenteremo un ordine del giorno in Consiglio comunale, che spero venga condiviso da tutte le forze politiche, per chiedere una riforma della legge elettorale regionale. Non è possibile che Viterbo non sia di fatto rappresentata. Va fatta una Regione senza Roma, perché andando avanti così noi continueremo sempre a non contare nulla. Come ho detto, è invece fondamentale che la politica sia espressione del territorio, che rappresenti i problemi reali dei cittadini, ma per farlo servono gli strumenti. Ora non ci sono”. 
Cosa si aspetta da queste elezioni comunali?
“Il 5 ottobre tireremo una linea e valuteremo. Credo che le sorprese non mancheranno. Credo che verranno premiati quei candidati che in questi mesi così difficili si sono davvero spesi per il bene dei cittadini. Credo che il cambiamento ci sarà e sarà inevitabile proprio perché i cittadini grazie alla pandemia hanno avuto modo di pesare e giudicare il comportamento di ognuno. Lo vedremo il 5 ottobre ma non penso che tutto sarà come prima”.