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Infermieri no vax, per 19 avviata la procedura per la sospensione

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Sono 19 gli infermieri nei confronti dei quali la Asl di Viterbo ha avviato nelle scorse settimane il procedimento di sospensione per non essersi vaccinati contro il Covid. Tuttavia il 70% di loro ha già risolto in qualche modo: o accettando il cambio delle mansioni, trasferendosi nei servizi che non sono più a contatto con il pubblico, oppure completando il ciclo vaccinale e ottenere il green pass. “Stiamo parlando ormai di 5-6 persone che hanno deciso di confrontarsi, alcuni anche con azioni legali, con la Asl. Il resto dei casi è rientrato”, spiega Mario Curzi presidente dell’ordine degli infermieri di Viterbo. L’ordine, come aveva già anticipato a fine luglio proprio al Corriere lo stesso presidente Curzi, non ha sospeso i colleghi che sono stati sottoposti ai provvedimenti della Asl perché, come detto, non in regola con l’immunizzazione. Una decisione - aveva spiegato il presidente dell’ordine - legata al fatto che quegli infermieri, in sostanza, erano stati già puniti dalla Asl con la sospensione e un provvedimento analogo da parte dell’ordine avrebbe comportato anche l’impossibilità di portare avanti altre attività non a rischio contagio come può essere, per esempio, quella dell’attività scientifica e di studio.
Una posizione, quella degli infermieri, che non sarebbe stata digerita a livello nazionale, ed è lo stesso Curzi ad ammetterlo. “Abbiamo avuto un primo confronto con gli organismi nazionali e come infermieri di Viterbo abbiamo tenuto il punto. per noi la sospensione dell’ordine è un atto in più che non serve a nulla. In ogni caso difenderemo queste ragioni anche durante un nuovo confronto che è in programma prima della fine del mese. Va sottolineato - conclude Curzi - che la mia non è una posizione personale. Ogni mia decisione è infatti collegiale, la decide il consiglio direttivo degli infermieri di Viterbo che condivide questa posizione”. Al momento, invece, sono due i medici no vax sospesi dalla Asl. “Per loro l’ordine ha previsto una annotazione nell’albo che si aggiunge alla sospensione disposta dalla Azienda sanitaria”, spiega il dottor Antonio Maria Lanzetti che guida l’ordine dei medici.