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Viterbo, elezioni comunali a Montefiascone: Danti-De Santis, sfida tra zio e nipote

Alessandro Quami
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Ribaltone all’alba: le liste di centrodestra si uniscono e candidano a sindaco Andrea Danti. Il civico Danti. Proprio in virtù di questo, e dell’assenza in lista di Augusto Bracoloni, la Lega rimane fuori. Mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia costituiscono i capisaldi partitici della squadra che il 3 e 4 ottobre sfiderà il Pd e il Patto civico (Cinquestelle e altri). Di cui la candidata è l’ex consigliera della sinistra Pd, Giulia De Santis. La lista di destra si chiama “Insieme”, e quella di sinistra è “Montefiascone merita”. Quindi, dopo una notte di fermento, i contendenti a succedere a Massimo Paolini sono due parenti: Danti è lo zio di De Santis, e abitano anche vicini. Sarà una lotta in famiglia. “Suo padre e mia nonna materna erano fratello e sorella”, spiega la candidata Pd.

 

L’avvocatessa Orietta Celeste, fino a venerdì sera candidata della lista Fdi-Fi, ha fatto un passo di lato e ha spianato la strada alla lista unica. Gli alleati gliene rendono merito: “E’ stato fatto un grandissimo lavoro - spiega il commissario provinciale di Forza Italia, Andrea Di Sorte -. Mi sono speso personalmente per questa risoluzione, perché era ciò che il nostro elettorato di centrodestra ci chiedeva: la possibilità di una sola scelta elettorale. Faccio un in bocca al lupo ad Andrea Danti, che avrà di fronte un mese molto impegnativo ma stimolante, e a tutti i candidati. Ma dobbiamo fare tutti un plauso a Orietta Celeste, perché, col suo passo di lato, ha permesso di poter arrivare all’unità, dimostrando grande maturità. Oggi, con questa squadra, a Montefiascone siamo i più credibili”.  Chi non è di questo avviso sono i due più grandi esclusi dalla lista Danti: Augusto Bracoloni e Rita Chiatti. Esclusi per volere loro, non certo perché siano stati estromessi: il capo della Lega locale e l’ex assessora all’Ambiente della giunta Paolini, con altri sette consiglieri (alcuni di maggioranza e altri di opposizione), il 9 ottobre scorso andarono dal notaio e mandarono a casa l’allora sindaco Massimo Paolini. “Come potevamo fare una lista con chi abbiamo sfiduciato pochi mesi fa?”, dicono in coro i due. Bracoloni precisa anche la situazione del candidato sindaco: “La Lega è fuori, e Danti è civico”. Infatti, ieri giravano voci per cui l’avvocato aveva preso la tessera del partito salviniano. Ma è lo stesso Danti a smentire: “Non ho alcuna tessera di partito: ora dovrò fare un confronto con Bracoloni e con la Lega”. Chi non vuole avere più nulla a che fare con i vecchi compagni di viaggio è proprio Chiatti: “In Comune ho chiesto a Danti di sfilare il mio nome dalla sua lista: fino a ieri sera alle 2 (notte tra venerdì e sabato, ndr) ci aveva garantito che non ci sarebbe stata una lista unica con Sandro Leonardi e gli altri della vecchia maggioranza. Invece, all’ultimo secondo mi sono ritrovata in lista esponenti della mia vecchia squadra che avevo sfiduciato: troppo da mandare giù”. Chi rimane fuori dalla lista Danti è anche Riccardo Minciotti, che su Facebook fa un post: “Perdonate, ma devo smaltire la rabbia, la delusione, l’amarezza di questo momento. A giorni conoscerete tutto, senza peli sulla lingua”. E Andrea Angeli, ex commissario di Forza Italia, commenta: “Ho dato la mia disponibilità a Danti per la stima e capacità che ho sempre avuto in lui. Mi fido di lui sia come persona che come futuro sindaco”.  Chi ha preso il suo posto alla guida degli azzurri falisci, Gianluca Ferri, non sta in lista e mantiene il ruolo di commissario: “Forza Italia ha lavorato in maniera quasi ossessiva per chiudere a una sola lista - dice Ferri -. Ci siamo spesi anche di notte per questo risultato. Personalmente ho reputato giusto fare un passo indietro. La mia sarebbe stata una candidatura sostenuta da tutto il partito, ma diciamo che si sono resi indispensabili dei sacrifici, e io l’ho fatto volentieri, per un bene collettivo più importante della mia voglia di entrare in consiglio comunale”

 

Dall’altra parte, c’è da segnalare la precisazione di Rosita Cicoria e Giulia Moscetti, in lista con De Santis, che rivendicano il loro ruolo di civici: “Vogliamo precisare che nel Patto civico ci sono sia persone del Movimento 5 Stelle che membri di destra e sinistra, quindi si smetta di identificare il Patto civico con l'M5s”. Una vecchia conoscenza di Palazzo Renzi Doria, l’ex assessore con Nando Fumagalli e Cimarello, Renato Trapè, sintetizza la fusione (a freddo?) tra Danti e Celeste: “La realtà supera la fantasia - afferma Trapè -. Danti accoltella il fratello (Bracoloni, ndr), Paolini ingoia il rospo sino a qualche ora prima rifiutato, mezza destra imbufalita. Chissà che tutto questo non favorisca la lista De Santis di cui faccio parte?”. 
Infine, da segnalare come il Pd abbia chiesto un accesso agli atti per verificare se ci sono state delle incongruenze nella presentazione della lista di centrodestra, legate alla cancellazione di Chiatti e la sua sostituzione con Michela Danti avvenuta in zona Cesarini.