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Viterbo, giunta nuova. Assenze di peso alla prima riunione: mancano Salcini e Barbieri. Voci di dissidi con Allegrini

Massimiliano Conti
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C’erano due assenti al battesimo della nuova-vecchia giunta, ieri mattina, giovedì 2 settembre: hanno marinato la prima riunione post rimpasto gli assessori Ludovica Salcini (Lega) e Paolo Barbieri (Fondazione). Entrambi giustificati, assicura Arena, che all’indomani della presentazione dell’esecutivo-reboot, parla di clima sereno e di unità ritrovata: “C’erano solo alcune vecchie pratiche da approvare, perlopiù ricorsi al Tar”, dice il sindaco. Suona però singolare, in questo senso, l'assenza dell’assessore al contenzioso Barbieri. Ovviamente quella descritta dal primo cittadino è una realtà edulcorata, perché, sotto la cenere dell’armonia ristabilita il fuoco arde eccome. Barbieri, così come l’assessore di FI Elpidio Micci e quello leghista Claudio Ubertini, i più penalizzati dalla ridistribuzione delle deleghe, stando ai bene informati non avrebbero gradito molto il ridimensionamento subito per accontentare Fratelli d’Italia.

Ubertini, a cui sono stati sfilati i galloni di vicesindaco (finiti alla meloniana Laura Allegrini) ma non l’Urbanistica, martedì mattina non si è presentato alla conferenza stampa di presentazione della giunta: “Aveva una visita medica specialistica - spiega Arena -. Da parte sua nessun risentimento, della carica di vicesindaco non gliene poteva importare di meno”. Sarà, ma Ubertini martedì era a pranzo con i leghisti di Montefiascone, ai quali avrebbe confidato la sua amarezza. Non c’era alla conferenza stampa nemmeno Elpidio Micci, l’altro grande scontento: a lui Allegrini, vero e proprio asso pigliatutto di questo rimpasto, ha tolto la delega ai Lavori pubblici delle frazioni. In cambio l’assessore di Grotte Santo Stefano, recordman di preferenze alle ultime comunali, ha avuto l’Ambiente, una materia che già in più occasioni si era rifiutato di maneggiare. Per indorargli la pillola, Arena gli ha affidato anche la delega al Decentramento, ma pare che non sia bastata a placare i mal di pancia dell’interessato, che è noto per essere persona mai sopra le righe e poco incline alle sfuriate. 

 

Tra coloro che pare non abbiano preso benissimo il tributo di deleghe che gli alleati hanno dovuto pagare a FdI c’è Paolo Barbieri, a cui è stato tolto il Patrimonio, anche questo finito nelle mani di Allegrini. In cambio l’assessore di Fondazione ha avuto dalla compagna di partito Alessia Mancini la delega ai Servizi demografici e al Col. Nei confronti della super-assessora di FdI c’è insofferenza: “Non si era mai vista negli ultimi anni una concentrazione di poteri così grande nelle mani di una sola persona - commenta, a microfoni spenti, un big della maggioranza -.Tanto più che, dai Lavori pubblici all’illuminazione, passando per l’impiantistica sportiva, si tratta di tutti settori che prevedono bandi di gara”.