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Viterbo, Santa Rosa. La devozione in tante opere d'arte custodite pure all'estero

Roberto Pomi
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Può capitare di andare in luoghi lontani da Viterbo e trovare Santa Rosa. Una devozione senza confini, dal Sud America alla Tanzania. Dal santuario di Queretaro in Messico alla chiesa nella Valle dei Templi di Agrigento. Ci sono anche città, per l’esattezza tre, che portano il suo nome: in Spagna, nelle Ande e in Brasile. Tante le rappresentazioni iconografiche. Anni fa Vincenzo Ceniti, all’interno del volume “Paesi e patroni della Tuscia” racconta le realtà più significative sparse per il globo. C’è il dipinto seicentesco di Bartolomè Esteban Murillo (segnalato in una collezione svizzera) raffigurante “La Vergine e i Santi appaiono a Santa Rosa da Viterbo”; la tela dello stesso Murillo che presenta la santa con la croce nella mano destra e due rose in quella sinistra (al Worcester Art Museum, Usa); la grande tela di Juan Antonio de Frias y Escalante (XVII secolo) al Prado di Madrid (Ultima comunione di Santa Rosa da Viterbo); quella, altrettanto grande, di Sebastiano Gomez al museo di Belle Arti di Salamanca (Apparizione di Santa Rosa da Viterbo, 1699) e il dipinto raffigurante il Miracolo della gallina di Gregorio Vasquez de Arce y Ceballos (1638-1711) alla Pinacoteca dei Padri Gesuiti di Bogotà.

 

Girando la Penisola italiana troviamo Santa Rosa in un dipinto di Macrino d’Alba (XV-XVI secolo) che la raffigura con un fascio di rose nel quadro custodito nella Galleria Sabauda di Torino. La santa che tiene nel grembiale le rose la troviamo nel dipinto di Albertino Piazza all’Accademia Carrara di Bergamo. Benozzo Gozzoli (XV secolo) la raffigura nel grande affresco della Chiesa-Museo di Montefalco.

 

Nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli di Roma si apre una cappella dedicata alla Santa (raffinata nel tondo con la Gloria di Santa Rosa). Sempre a Roma la riconosciamo nei dipinti seicenteschi della basilica dei SS. Cosma e Damiano insieme a Santa Rosalia da Palermo. L’immagine della Santa viterbese è presente anche nella Basilica di San Francesco ad Assisi. Nella Tuscia la troviamo nella chiesa del Giglio a Bolsena, una tela raffigura la Santa con due angeli che stanno per incoronarla. In quella di San Bernardino ad Orte un dipinto mette al centro Rosa con l’abito francescano che sale verso l’alto aiutata dagli angeli. Di estrema semplicità l’ovale attribuito al Villamena nella chiesa di San Francesco a Vetralla. Ancora Rosa negli affreschi del ‘400 di Giovanni e Antonio Sparapane che decorano una cappella della chiesa di San Francesco a Tuscania.