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Viterbo, scuola. Decine di docenti scontenti per le supplenze

Massimiliano Conti 
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C’è chi sostiene di essersi visto assegnare solo uno spezzone di poche ore mentre la cattedra intera che aveva inserito come prima scelta sarebbe finita a un collega più basso in graduatoria. C’è chi pur possedendo la specializzazione nel sostegno si sarebbe visto scavalcato da colleghi senza titolo tramite le cosiddette graduatorie incrociate, vale a dire il serbatoio di riserva per coprire i tanti posti scoperti nell’assistenza agli studenti disabili. C’è addirittura chi sarebbe rimasto senza cattedra pur essendo tra i primi in graduatoria. Al netto degli errori che i precari potrebbero aver commesso nella compilazione delle istanze attraverso una procedura per la prima volta informatizzata ma abbastanza cervellotica, l’assegnazione delle supplenze al 31 agosto o al 30 giugno in provincia di Viterbo - 1.266 posti da coprire in totale - è stata una debacle peggiore di quanto si potesse temere.

 

Tanto che dal primo pomeriggio di martedì, 31 agosto, quando sono arrivate in blocco le mail di convocazione, i sindacati sono stati letteralmente subissati di chiamate da parte di precari disperati. Il famigerato algoritmo del ministero - quello che, sulla base delle preferenze espresse dai candidati, ha assegnato cattedre e spezzoni - non avrebbe funzionato: sono centinaia gli errori commessi, secondo Brunella Marconi, segretaria provinciale dello Snals, secondo cui ancora una volta si è voluta sperimentare una procedura nuova direttamente sulla pelle dei docenti.

 

“Il sistema informatico andava testato prima - dice la sindacalista -. Invece si è scelto di fare le cose in fretta e furia, con i risultati che stiamo vedendo, e con centinaia di docenti che, alla vigilia di un altro anno scolastico complicato, si trovano ora sospesi, in attesa che la loro situazione venga sanata”. Il problema è sempre quello: l’ansia da prestazione che, da Azzolina a Bianchi, sembra essersi impadronita degli inquilini di viale Trastevere. L’obiettivo dell’attuale ministro era infatti quello di portare tutti i docenti in servizio il primo settembre, così come l’obiettivo della predecessora era quello, a dir poco epocale, di guarire la scuola italiana dalla sua malattia endemica, la supplentite, tramite il concorso-farsa riservato ai precari storici. Come è andata a finire è sotto gli occhi di tutti: errori su errori nelle assegnazioni delle supplenze tramite le Gps e, solo per quanto riguarda la provincia di Viterbo, oltre 1.200 posti da coprire. Viene da chiedersi se un concorso basato sulla “santissima trinità” conoscenze-abilità-competenze non andrebbe riservato, anziché a docenti che si sono fatti le ossa con anni di insegnamento, ai futuri aspiranti ministri viste le desolanti prove degli ultimi due. Ma tant’è. Se lo Snals invita tutti i precari vittime dell’algoritmo impazzito a inviare delle pec in autotutela al provveditorato segnalando gli errori, la Cisl Scuola ha già messo in moto i propri avvocati: “Per tutti coloro che ritengono di dover presentare ricorso a causa della mancata o erronea attribuzione di una supplenza da Gps, stiamo attivando tutte le procedure a vostra tutela - scrive il sindacato rivolgendosi ai propri iscritti - compresa un’eventuale azione giudiziaria gratuita in caso di mancato accoglimento. Pertanto, vi invitiamo a passare di persona, al fine di compilare i moduli”.