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Viterbo, archiviata l'indagine sulla giunta di Montefiascone guidata da Paolini

Alessandro Quami
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Archiviata dal giudice l’indagine per abuso d’ufficio contro l’ex giunta Paolini e quattro vigili urbani. Il pm aveva chiesto di chiudere il fascicolo circa un mese fa. E’ notizia delle ultime ore che il gip abbia accettato. Ne danno conferma i diretti interessati, tra i quali c’è l’ex vicesindaca Orietta Celeste: “Ho sempre avuto fiducia nella magistratura - spiega l’avvocatessa Celeste - . Una volta chiarita la nostra posizione con l’interrogatorio e i documenti alla mano, il pm prima e il giudice poi hanno capito che abbiamo agito nella piena legalità e nel pieno rispetto della normativa ottenendo un certo risparmio in entrambi i concorsi”.  L’ex vicesindaca aggiunge: “Negli atti risulta nero su bianco il nome e il cognome di un ex consigliere di opposizione che avrebbe depositato la denuncia. Mai la bagarre politica era arrivata fino a questi livelli a Montefiascone”. 

 

Anche l’ex sindaco Massimo Paolini ha tanti sassolini da togliersi: “L’archiviazione dimostra l’onestà e la trasparenza del mio operato: ho sempre agito nel rispetto della legge. La cattiveria contro di noi ha generato un danno erariale al Comune. Il mio avvocato, Massimo Pistilli, mi dirà se ci sono gli estremi per la diffamazione e la calunnia contro chi mi ha denunciato”. 
E ancora: “Adesso che l’inchiesta si è conclusa con un nulla di fatto, rimangono i soldi che il Comune dovrà versare agli avvocati che ci hanno difeso: oltre 50 mila euro che avrebbero potuto essere spesi per rifare le strade di Vallalta e dei Poggeri, e che invece finiranno per le spese legali. La colpa è di chi ci ha denunciato alla Procura: quando arriveranno le carte farò nome e cognome”. Un altro che per parlare ha atteso l’archiviazione è l’ex consigliere Sandro Leonardi, non indagato ma toccato dall’inchiesta: “La cosa non finisce qui: sono curioso di vedere se ci sono gli estremi per la diffamazione e la calunnia contro chi ha fatto la denuncia”. 

 

Dell’indagine del sostituto procuratore Franco Pacifici si era saputo a fine gennaio, quando furono iscritti nel registro degli indagati dieci soggetti pubblici di Montefiascone: l’ex sindaco Paolini, la sua ex vice Celeste, gli ex assessori Rita Chiatti, Massimo Ceccarelli, Paolo Manzi, Fabio Notazio; il capo della municipale Giulia Bassi, Luciana Fronda, e gli agenti in pensione Luigi Salvatori e Gianni Nunziati.  I tre filoni d’inchiesta riguardavano il conferimento dell’incarico di comandante a Giulia Bassi; il concorso per l’assunzione di quattro ausiliari di polizia locale; la delibera per l’assunzione di due funzionari e quella che approvava il regolamento dei concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato. I difensori degli indagati hanno sempre parlato di estraneità ai fatti e di scelte improntate al risparmio di denaro pubblico. Paolini è stato difeso dall’avvocato Massimo Pistilli, Celeste da Vincenzo Piergiovanni, Manzi e Ceccarelli dal legale Enrico Valentini, Notazio e i quattro vigili da Giovanni Labate.