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Afghanistan, fugge da Kabul scrivendo Tuscania su un cartello. L'ex sindaco: "Ospitiamola nella nostra città"

B. M.
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Salvata dall’inferno di Kabul grazie al Reggimento Tuscania, non sa che a Tuscania qualcuno si sta mobilitando per accogliere lei e la sua famiglia. Lei è Ghazal, una giornalista che con cinque colleghe ha lavorato a Kabul, spesso a contatto con i militari italiani. Poi sono arrivate le minacce, fino a quando è dovuta scappare. Ma si è sempre tenuta in contatto con gli amici italiani. Bloccata oltre il filo spinato, a due passi dall’aeroporto, ha chiesto aiuto ai paracadutisti che hanno guidato lei e la sua famiglia verso la salvezza. Ad un certo punto, quando tutto sembrava perduto, è arrivato il suggerimento: “Scrivi su un cartello Tuscania così possiamo vederti”.

 

La foto di Ghazal che mostra il cartello ha fatto il giro del mondo. Ora lei è salva. E’ arrivata in Italia insieme alla famiglia. E’ scappata senza poter portare nulla. E’ felice. E non sa che a pochi chilometri da Roma, dove è atterrata, c’è Tuscania, cittadina dalla quale i carabinieri del battaglione, oggi Reggimento, hanno preso il nome. E da Tuscania arriva la proposta di Regino Braghetti, sindaco per oltre dieci anni, pronto a fornire anche un’abitazione. “Tuscania. Il nome della nostra città che chiama tutta la Tuscia e il corpo dei migliori paracadutisti, orgoglio dell’esercito italiano - scrive Braghetti - sono il simbolo di una speranza. La speranza di una giornalista afgana che, nella disperazione di una fuga precipitosa dell’occidente di fronte all’inferno talebano, ha voluto gridare il nome della nostra città per chiamare i paracadutisti con cui aveva collaborato. La speranza di salvezza è legata al nome della nostra città, della nostra comunità e ha commosso profondamente tutti noi che abbiamo visto una fiamma di salvezza. Penso che sarebbe una gioia di tutti noi che viviamo in questo luogo, poter incontrare Ghazal e farle vedere che la sua speranza di salvezza è legata anche alla nostra splendida terra. La dignità che l’occidente ha perduto nella precipitosa fuga dall’Afghanistan potrebbe essere, seppur solo simbolicamente, risarcita dalla sacra ospitalità che potremmo darle”.

 

Braghetti ricorda un altro inferno, quello in cui è precipitata la sua cittadina a causa del terremoto: “Tuscania ha conosciuto il dolore. Ha patito sulla propria pelle le ferite della tragedia. I cittadini di Tuscania, anche grazie alla solidarietà, hanno superato il dramma di una catastrofe senza uguali. Il mio auspicio è che la città possa offrire un futuro a chi oggi guarda il domani con gli occhi della disperazione. Ghazal - evidenzia Braghetti - si è salvata dalla barbarie grazie al nome della nostra città. Sarebbe bellissimo se il miracolo accaduto grazie alla professionalità e all’umanità del battaglione Tuscania, unità d’eccellenza che ci invidia tutto il mondo, trovasse compimento con la nostra comunità che offre asilo a una donna che ha lasciato tutto dietro di se”.