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Viterbo, morta nell'uliveto Livorno. L'ombra del rave di Valentano: il cadavere coperto con una tenda da campeggio

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Un'altra morte legata al rave di Valentano? La voce era circolata durante il maxi raduno sul lago di Mezzano, poi era stata smentita dalle autorità. Ma c’è un giallo legato al ritrovamento del cadavere di una ragazza nelle campagne a sud di Livorno. Chi indaga non esclude che possa essere stata al rave nei giorni precedenti e che sia morta per l’abuso di sostanze stupefacenti. Il cadavere è stato ritrovato sabato scorso in un uliveto di una fattoria di San Vincenzo nel Livornese.  Non aveva documenti ed era in avanzato stato di decomposizione. Gli inquirenti hanno provato cercare tra le denunce di scomparsa in tutta Italia, ma per ora gli inquirenti non sono riusciti a dare un nome alla donna morta dell’età apparente di trenta anni.


Ma quali sono gli indizi che, seppur in maniera labile, riconducono al rave di Valentano? Il corpo è stato ritrovato sabato scorso, due giorni dopo lo sgombero e quella è una delle strade scelte da diversi reduci del raduno che in camper hanno cercato di evitare l’Aurelia, per non essere controllati, arrivando al nord per delle strade secondarie. Poi c’è il telo azzurro con il quale è stato parzialmente coperto il corpo. Si tratterebbe, da quello che emerge, di un tessuto usato di solito per le tende canadesi. Un altro indizio che riconduce in qualche modo al rave. Una delle ipotesi che stanno avanzando i carabinieri, che indagano su delega della Procura, è che la giovane sia stata ospite in qualche camper e che si sia sentita male successivamente al raduno, probabilmente dopo aver assunto droghe. A quel punto chi era con lei ha deciso di disfarsi del corpo in una zona di campagna poco frequentata coprendo alla meglio il cadavere per ritardarne la scoperta. Corpo che, come detto, è stato scoperto la mattina di sabato. 

 


La donna ritrovata ha la carnagione bianca, anche se essendo in stato di decomposizione, il corpo era apparentemente scuro. Gli investigatori pensano che la morte possa essere avvenuta altrove e successivamente il cadavere sia stato portato lì, nel sud di Livorno ad un centinaio di chilometri dal rave. Quel corpo, d’altronde, è stato coperto con un telo da qualcuno: la stessa persona che non ha sporto denuncia per la morte della donna.  E’ stata disposta l’autopsia sul cadavere che verrà effettuata nei prossimi giorni. Sul corpo non ci sono segni di violenza e dunque saranno effettuati anche dei test tossicologici per capire se il decesso è legato all’abuso di sostanze stupefacenti. In quel caso il legame con il raduno che ha tenuto in scacco la Tuscia per sei giorni. Dunque per adesso l’unica morte accertata legata in qualche modo al rave è quella di Gianluca Santiago, il 25enne inglese di origini italiane che era residente a Reggio Emilia. E’ deceduto dopo essere annegato nel lago. Si era tuffato nella serata di Ferragosto. Sulla sua morte è aperto un fascicolo presso la Procura di Viterbo per adesso contro ignoti. L’ipotesi è morte in conseguenza di un altro reato. Si attende ancora la relazione dell’autopsia.