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Viterbo, omicidio Norveo Fedeli. Il 16 settembre processo d'appello per Pang

Valeria Terranova
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E’ stata calendarizzata per il 16 settembre la prima udienza del processo bis per Michael Aaron Pang, il 23enne americano ma di origine sudcoreana che assassinò il commerciante Norveo Fedeli il 3 maggio del 2019. L’ex grafico pubblicitario è stato condannato il 14 dicembre 2020 a 25 anni e mezzo di reclusione per l’omicidio a scopo di rapina del 74enne viterbese, ucciso brutalmente a colpi di sgabello nella sua jeanseria in Via San Luca, in pieno centro, intorno all’ora di pranzo. I difensori del ventenne, gli avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi, hanno presentato ad aprile il ricorso in Appello per ottenere una revisione della sentenza emessa 7 mesi fa dalla Corte d'Assise presieduta dal giudice Silvia Mattei per quanto riguarda l’aggravante della rapina.

 

Malgrado il giovane abbia ammesso a poche ore dall’arresto, avvenuto il giorno seguente in un bed & breakfast a Capodimonte, di essere stato l’autore del delitto, ha sempre negato tuttavia che il movente sia stato la rapina, come ritenuto invece dal pm Eliana Dolce e dalla parte civile e come avvalorato poi dal verdetto emesso dalla Corte d’Assise di Viterbo in primo grado. La difesa, al contrario, ha costantemente sostenuto che il proprio assistito agì per legittima difesa reagendo a un attacco di Fedeli, spazientito dal comportamento del ragazzo, che per la terza volta non era riuscito a effettuare la transazione con la propria carta di credito per pagare alcuni abiti che il settantenne aveva tenuto da parte per lui.

 

"Siamo pronti ad affrontare il nuovo percorso e ci auguriamo che la sentenza di primo grado venga confermata nella sua interezza, anche se ciò non potrà mai alleviare la sofferenza dei miei assistiti per la morte del povero Norveo ha dichiarato ad aprile l’avvocato Fausto Barili, che rappresenta i famigliari del commerciante scomparso, dopo aver appreso dell’iniziativa intrapresa dai difensori del 23enne -. Rinnovo il mio pensiero di vicinanza e solidarietà a loro che, come se non bastasse, parteciperanno al nuovo processo a carico dell’assassino con la consapevolezza di non poter realisticamente ottenere il risarcimento come previsto. Già solo per questo, credo che per chiunque sarebbe impossibile non abbandonarsi allo sconforto, sapendo tra l’altro che siamo davanti alle fasi iniziali di un giudizio di appello”. Lo scorso dicembre, infatti, Pang, attualmente detenuto presso il carcere di Mammagialla, è stato condannato inoltre al pagamento delle spese legali e carcerarie, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, e al risarcimento complessivo di 445 mila euro in favore dei componenti della famiglia della vittima.