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Viterbo, caso alla Asl. I sindacati: “Moglie e marito nella stessa équipe”

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Massimiliano Conti
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C’è un facente funzioni al Dsm che ha la moglie alle sue dipendenze con la quale condivide anche gli orari. Sempre al Dsm ci sono uno psicologo e un’infermiera, coniugi anche loro, che condividono, oltre alla sede di servizio e all’orario di lavoro, anche gli stessi giorni di ferie. Ancora: all’interno di una struttura sanitaria viterbese c’è un’infermiera che sta facendo da tutor al marito operatore tecnico. Se condividere il tempo e lo spazio lavorativo, pare non faccia bene a moglie e marito, all’interno del Dipartimento di salute mentale, e più in generale della Asl di Viterbo, ci sono diverse eccezioni alla regola. Almeno stando a quanto segnalano i sindacati Nursing Up e Cisas, che in proposito hanno scritto una lettera ai vertici della Asl e anche all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac).

 

“Sorvolando su come possano essersi realizzate tali concentrazioni di parenti e congiunti - scrivono le due sigle - ci si chiede se l’organo deputato alla vigilanza e al controllo abbia notato tali situazioni e se si debbano evitare circostanze potenzialmente foriere di favoritismi e disparità di trattamento. Ci si domanda se tutto ciò sia contemplato dalle regole nazionali e aziendali”. Alcuni casi, riferiscono Nursing Up e Cisas, si sono risolti da soli per effetto del pensionamento di uno dei coniugi, ma ne restano in piedi altri meritevoli, secondo i sindacati, di approfondimenti: il primo è quello del facente funzioni dell’area C del Dsm, “che ha alle sue dirette dipendenze, nonché nella sua équipe, la recente coniuge. Tali coniugi condividono la stessa assegnazione e in diversi giorni il medesimo stesso orario flessibile”.

 

I sindacati ricordano che il personale infermieristico che percepisce l’indennità sulle 12 ore di turno (6 + 6) dovrebbe avere un orario fisso (8-14; 14-20), “mentre, ad esempio, il 20 luglio i coniugi si recavano sul posto di lavoro alle 8,45 circa. Sembrerebbe che l’azienda permetta ai coniugi di avere la stessa programmazione di permessi e ferie”. Un secondo caso riguarda uno psicologo e una infermiera, altra coppia di coniugi, “che oltre a condividere la stessa sede di servizio, lo stesso orario e la stessa programmazione ferie, sono stati impegnati contemporaneamente nella settimana dal 24 al 31 luglio in un soggiorno annuale con pazienti psichiatrici nella stessa stanza dell’hotel Vannucci di Rimini”. I medesimi coniugi, che gestiscono un centro diurno della provincia, sempre stando a quanto riferiscono Nursing e Cisas, spesso prenderebbero le ferie negli stessi periodi, con la conseguenza che il centro rimane chiuso e con evidente disagio per l’utenza”. Infine, le due sigle citano il caso dell’infermiera tutor del marito: “Ci chiediamo - conclude la lettera - se sia corretto permettere tali situazioni in una macchina pubblica delicata come quella della Asl, soprattutto in un periodo di emergenza sanitaria mondiale”.