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Viterbo, crisi in Comune: la trattativa riparte dai dirigenti

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Massimiliano Conti 
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Sarà che le gatte presciolose fanno i figli ciechi, sarà che bilancini e manuale Cencelli vanno utilizzati con accortezza, fatto sta che i tempi di risoluzione della crisi a Palazzo dei Priori si vanno allungando. Dopo il vertice interlocutorio di martedì, la riunione di ieri, mercoledì 25 agosto, che da qualcuno era stata spacciata per quella decisiva, ha partorito di nuovo un topolino. Il sindaco e i capigruppo si sono presi qualche altro giorno di tempo perché, si è appreso, prima dei livelli politici bisognava riassestare quelli tecnici, ovvero le competenze in capo ai vari dirigenti.  Un work in progress, quest’ultimo, che è in corso ormai dall’inizio della consiliatura e che, lungi dall’aver finora portato ai risultati sperati, assomiglia sempre più alla tela di Penelope. Ma tant’è. L’importante è finire, prima o poi, e l’importante è anche il clima di rinnovata serenità che, a sentire il sindaco e anche gli altri esponenti del centrodestra, si respira ora in maggioranza. Tutti d’un sentimento, sembrerebbe, nel fare un piccolo passo indietro per farne tutti insieme uno grande in avanti. Sarà. A quanto si apprende, tra le principali modifiche all’assetto tecnico c’è l’accorpamento tra i tributi e l’anagrafe, in modo da creare un’anagrafe tributaria finalizzata a combattere l’evasione, che a Viterbo ha raggiunto livelli record. A quale assessore questa delega farà poi capo è invece ancora tutto da capire. 

“E’ stata una riunione tecnica - riferisce il sindaco - in cui siamo ripartiti dalle deleghe dei dirigenti, che saranno accorpate in un’ottica di maggiore omogeneità. Entro sabato conto di formalizzare una proposta sulla nuova giunta. Da parte di tutti i partiti c’è la massima disponibilità”.  Ma la nuova giunta, salvo ripensamenti da parte dei singoli partiti, sarà uguale alla vecchia, con qualche aggiustamento. Fratelli d’Italia, al posto del terzo assessore, si accontenterà della delega ai lavori pubblici nelle frazioni - che passerà dal forzista Micci alla Allegrini - e del vicesindaco. D’altra parte i patti di inizio consiliatura erano chiari, e prevedevano per quest’ultima carica una staffetta Lega-FdI. I meloniani hanno formalizzato ieri la richiesta. 

 

Durante la riunione si è entrati anche nel merito delle deleghe ai consiglieri: il criterio che verrà seguito è sempre quello dell’omogeneità: assessore e consigliere delegato dovranno essere dello stesso partito onde evitare problemi di convivenza. Per oggi è previsto un nuovo incontro, sempre tra sindaco e capigruppo, dove la carne al fuoco sarà invece tutta politica. Resta in stand-by la questione Forza Italia, ovvero il governo rosso-azzurro a Palazzo Gentili, che pesa come un macigno sulle alleanze elettorali nei 20 comuni prossimi al voto amministrativo. Fratelli d’Italia ha chiesto ai berluscones di mollare una volta per tutte Nocchi al suo destino, ma la pausa di riflessione dei forzisti, a sentire il coordinatore provinciale Andrea di Sorte, potrebbe essere lunga: “Una decisione la prenderemo, ma con i tempi necessari, non certo con quelli dettati da Fratelli d’Italia - dichiara Di Sorte -. Ci sono almeno due o tre passaggi da fare, con il comitato provinciale, con i sindaci e con gli eletti. Se ne riparla dopo le amministrative”.