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Viterbo, elezioni comunali a Montefiascone. Paolini: "No a Celeste sindaca"

Alessanddro Quami
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Clamorosa rottura tra Massimo Paolini e Sandro Leonardi. Lunedì sera si è consumata una frattura nella lista dell’ex maggioranza: Paolini dice no a Orietta Celeste candidata sindaco e minaccia di abbandonare gli alleati, che sono stati insieme per 4 anni e mezzo, dal giugno 2016 fino alla caduta della giunta del 9 ottobre scorso.Anzi, più che una minaccia si tratta di un fatto, e è lo stesso ex sindaco a dirlo a chiare lettere: “Non sarò il capro espiatorio, non mi prendo tutte le colpe per l’arrivo del commissario. Inoltre, non condivido più la linea politica della lista e non ci sto a lasciare il posto a Celeste. Vado via. I miei tanti voti li gestisco da solo”, dice con forza Massimo Paolini. Che ora ha poco più di una settimana di tempo per dare seguito al suo proposito di rottura e di abbandono dei suoi compagni di viaggio per quasi una consiliatura, oppure riavvicinarsi a Leonardi. Il quale, con ogni probabilità, farà di tutto per fargli cambiare idea.

Infatti, dalle 8 alle 12 di sabato 4 settembre, vanno consegnate le liste elettorali per il rinnovo del Consiglio comunale, e senza Paolini la lista “Noi con voi per Montefiascone 2021” non ha molte probabilità di vincere. E questo sebbene il centrosinistra non sia messo bene, con il Pd in affanno e il Patto civico, vale a dire grillini e sinistra, che faticano a trovare un'intesa sul nome del candidato sindaco: il segretario Pd Vincenzo Frallicciardi ha proposto la panunziana Giulia De Santis, ma Rosita Cicoria ha detto no e ha proposto se stessa o Giulia Moscetti come candidata sindaca della possibile ma non certa lista Pd-Patto civico.

 

Tutto questo lo sanno bene quelli dell’ex maggioranza; sanno bene che senza i tanti voti dei fratelli Paolini (oltre a Massimo c’è Aldo, che in quanto a provvista-voti non è secondo a nessuno), non si va lontano. E lo sa bene anche l’ex assessore Fabio Notazio (ex FI), che conferma la rottura di lunedì sera: “Metà di noi sono per la Celeste, e un’altra metà per la conferma di Paolini. Ma nessuno dei due vuole fare un passo indietro, e a questo punto potrebbe venir fuori un terzo nome”. Forse l’ex assessore e commissario locale di Fratelli d'Italia Massimo Ceccarelli? Forse lo stesso Notazio, che in un’intervista di qualche settimana fa, alla domanda se lui si sarebbe candidato, diceva che “un ufficiale non può accontentarsi di fare il soldato?”. In ogni modo, Paolini motiva così la sua scelta di andare dritto per la sua strada: “Io sono per la continuità: a ottobre alcuni consiglieri di maggioranza con un voltafaccia ci hanno mandato a casa, e inoltre abbiamo ancora in sospeso molti lavori. Per esempio, in 4 anni e mezzo abbiamo risanato il bilancio, che Luciano Cimarello ci aveva lasciato in profondo rosso. Non posso lasciare ad altri la conclusione di ciò che ho iniziato io”.