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Viterbo, il sindaco Arena rischia. Comune a un passo dalla caduta, i parlamentari cercano la mediazione

C. E. 
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Secondo ambienti di Fratelli d’Italia (e Lega), i rapporti dentro la maggioranza sarebbero ormai talmente compromessi da rendere molto difficile la sopravvivenza dell’amministrazione Arena. Secondo altri (Forza Italia) è invece impensabile immaginare che ci sia qualcuno disposto a staccare la spina, sapendo che nei prossimi mesi vanno presentati i progetti sulla qualità dell’abitare per i quali il Governo ha destinato a Viterbo oltre 30 milioni di euro. “Voglio vedere - dice Giulio Marini - chi si assumerebbe la responsabilità di far perdere questa opportunità alla città. Se dovesse accadere, saremo costretti a tappezzare Viterbo di manifesti per spiegare ai cittadini colpe e responsabilità di ognuno”.

 

E’ in questo scenario che stamattina, dopo l’azzeramento della giunta avvenuto prima di Ferragosto, si svolge dalle 11 in poi l’atteso faccia a faccia tra i vertici politici della maggioranza alla presenza dei parlamentari Umberto Fusco, Mauro Rotelli e Francesco Battistoni. L’obiettivo del sindaco è di arrivare a una sintesi definitiva che permetta il ripristino dell’esecutivo prima del 31, quando tornerà a riunirsi il Consiglio comunale. La situazione, però, è davvero molto complicata.  Oltre ai giochi politici inseriti nel contesto delle imminenti elezioni in 20 comuni, a cui va aggiunta la caduta di quello di Capodimonte, al centro dello scontro c’è, secondo Fratelli d’Italia, che chiede un riequilibrio dei rapporti in giunta, la scarsa incisività dell’amministrazione, come dimostrano le critiche che inondano social e giornali. Considerazioni, queste, condivise anche dalla Lega, che però preferisce restare in una posizione più defilata.

 

Le indiscrezioni parlano ancora di malumori fortissimi nei confronti di Giulio Marini e Paolo Muroni che, con Giovanni Arena, avrebbero costituito una “santissima trinità” da cui dipenderebbero tutte le scelte di Palazzo dei Priori. Si mormora addirittura di una struttura parallela - una sorta di giunta ombra - a cui gli esponenti di Forza Italia avrebbero dato vita forti della capillare conoscenza che hanno della macchina amministrativa, cosicché gli assessori si sentirebbero privati di qualsiasi possibilità di manovra. Assessori che dunque ci mettono la faccia, ma non conterebbero nulla, con il risultato di essere criticati dai cittadini per le tante cose che non vanno quando in realtà le decisioni a monte non dipendono da loro. Il rischio harakiri è dunque altissimo e al momento tutti gli scenari sono aperti. A cominciare appunto dalla caduta dell’amministrazione.