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Viterbo, rave illegale. Piero Camilli: "Qualcuno deve pagare, sono stato lasciato solo" | Video

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"Qualcuno deve pagare". Piero Camilli, proprietario del terreno di Valentano (Viterbo) dove dalla vigilia di Ferragosto fino al 19 agosto si è svolto il rave illegale è intervenuto lunedì 23 agosto a Agorà Estate su Rai 3. L'imprenditore, ex presidente della Viterbese, ha ripercorso quanto avvenuto sulle sue proprietà. "Ero in vacanza in Sardegna quando mi ha chiamato un sindaco dei comuni vicini e mi ha detto 'guarda che ti hanno invaso l'azienda. Poi abbiamo fatto immediatamente la denuncia", ha spiegato collegato dalla sua abitazione.

 

 

Che si aspetta adesso?, hanno chiesto dallo studio.  "I danni che hanno fatto sono coperto dall'assicurazione non ho nessun problema. Sono corretto in questo. Mi aspetto che qualcuno paghi: per arrivare a quell'azienda di 700 ettari ci sono tre strade polverose di diversi chilometri. Bastava mettere tre camionette e non entrava nessuno". Invece - continua - "sono stato una settimana solo, di notte non c'era nessuno, c'ero solo io. I danni potevano essere molti di più, basti penare se qualcuno prendeva un cerino con 8.000 persone. I danni sono 30-40 mila euro non è quello il problema, io ho sofferto tanto di notte abbandonato nella mia azienda". Poi Camilli rivela di aver girato nel rave. "Avevano sette generatori con altrettanti impianti per migliaia di euro. Quel materiale andava sequestrato. Sono usciti con i camion. Ne hanno identificati 3.000, ma per cosa? Gli altri 5.000 sono usciti a piedi io li vedevo".

 

 

Poi è intervenuto l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato: "Ritengo assurdo fare un’aggregazione di questo genere, assurdo non accorgersi di migliaia di veicoli anche molto grandi che passano attraverso strade, e ritengo assurdo lasciare un’area di quel genere. Avrei sequestrato i veicoli", fatto riparare a "queste persone i danni che hanno provocato e poi eventualmente li avrei sanzionati e mandati via. Questa cosa mi sembra veramente un festival dell’assurdo".  Cosa bisogna fare per evitare che accadano di nuovo episodi simili? "Queste sono questioni che riguardano il controllo del territorio e l’ordine pubblico - ha puntualizzato D’Amato - Ma credo, come è già stato detto, che forse ci debba essere un maggior coordinamento anche con chi verifica sui social, online, con la polizia postale. Perché queste cose si organizzano a livello europeo, c’è anche una regia, probabilmente in questo caso è stata una regia francese, da quello che apprendiamo. Credo che forse occorra un maggior coordinamento. Mi permetto di dirlo, poi non è compito mio".