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Lazio, cani incatenati. Scatta il divieto: multe da 2.500 euro. Ecco cosa rischiano i proprietari

Massimiliano Conti
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Rischiano fino a 2.500 euro di multa tutti coloro che d’ora in avanti terranno incatenati cani e altri animali di affezione. La Regione Lazio ha finalmente modificato la legge 34/1997 sulla “Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo” con un emendamento alle disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2021 approvata nei giorni scorsi dal parlamentino della Pisana. L'Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) da molto tempo chiedeva un provvedimento in questo senso. Unica eccezione al divieto generale è la possibilità di limitare la libertà degli animali per motivi di salute, come per esempio a seguito di un intervento chirurgico, condizione che dovrà essere certificata da un medico veterinario che attesti la diagnosi e la durata del trattamento.

L’Oipa chiede da tempo l’introduzione del divieto anche a livello nazionale. "Finalmente anche la Regione Lazio ha introdotto questo divieto, come già fatto da Campania, Veneto, Puglia, Umbria, Lombardia ed Emilia Romagna - commenta Rita Corboli, delegata Oipa di Roma -. Quella dei cani legati a catena è una pratica crudele che, come abbiamo visto nei roghi di questa estate, ha causato la morte di molti animali arsi vivi, senza possibilità di sfuggire alle fiamme: una fine atroce. Le nostre guardie zoofile, dopo la pubblicazione del provvedimento sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio, con i loro controlli sul campo s’impegneranno affinché il divieto sia rispettato e i trasgressori sanzionati”.

 

La proposta dell'Oipa alla Regione Lazio diventa realtà grazie all'interessamento di Cristiana Avenali, responsabile regionale per i piccoli Comuni, e grazie a Eugenio Patanè (Pd), presidente della Commissione lavori pubblici, infrastrutture e mobilità e trasporti, che ha presentato l’emendamento perorandone l’approvazione. Oltre al divieto di catena, sempre su proposta dell'Oipa, con lo stesso collegato sono stati introdotte anche altre importanti previsioni a tutela degli animali: l’obbligo di autorizzazione sanitaria per gli allevamenti di qualunque tipo di animale, il divieto di vendita di cani non iscritti all’anagrafe canina, pena una sanzione fino a 1.500 euro, e il divieto di usare collari a strozzo.