Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, rave illegale. Lamorgese convoca i prefetti di Viterbo e Grosseto

  • a
  • a
  • a

In Procura, al momento, c’è un solo fascicolo di indagine sul rave party: decesso in conseguenza di un altro reato. Si parla ovviamente della morte di Gianluca Santiago, recuperato privo di vita dai vigili del fuoco la mattina di Ferragosto dal fondo del lago in cui si era tuffato la notte precedente. I sommozzatori lo hanno individuato e riportato in superficie. Per completare il fascicolo si attendono i risultati tossicologici. Per un fascicolo aperto, però, altri sono attesi, a cominciare da quelli relativi all’occupazione dell’area di proprietà di Camilli, che lamenta danni consistenti. Non basta, potrebbe presto essere messa nero su bianco anche una denuncia per violenza sessuale. Tutto ciò sul fronte delle indagini, per così dire, “immediate”. Ma questo è anche il tempo per l’analisi di quanto accaduto.

 

La ministra Lamorgese ha convocato i prefetti di Viterbo e Grosseto. Va detto che per un rave “sfuggito,” magari cinque sono stati bloccati. Il problema, semmai, è che, mentre i ragazzi si organizzato a livello europeo con i social, le forze di polizia non hanno un coordinamento europeo altrettanto snello. C’è, infine, il capitolo, corposo, dei danni. Si parla di almeno 100 mila euro. Giuseppe Fioroni, della direzione nazionale del Pd, afferma: “La politica deve perdere il vizio di speculare sulle vicende che riguardano Viterbo. Il comportamento della ministra Lamorgese, del prefetto, del questore e di tutte le forze di polizia è stato impeccabile. Hanno saputo vigilare e risolvere la situazione coniugando i principi di prevenzione e riduzione del danno. Serietà vorrebbe che ringraziassimo le nostre forze dell’ordine”. 

 

“Sulla questione del rave di Viterbo chiederei una riflessione delle istituzioni competenti. Ho seguito fin dal giorno di Ferragosto la vicenda in contatto con i vertici del  Viminale, a partire dal Ministro e dal Capo della Polizia, e quindi con sindaci e amministratori locali e vertici territoriali di Prefettura e Questura. I livelli locali della sicurezza hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità, di fronte a un evento le cui dimensioni non potevano essere oggetto di iniziative meramente locali. Pur comprendendo la prudenza adottata resto convinto che una azione centrale più decisa avrebbe potuto accorciare la grande sofferenza del territorio viterbese. Ma quel che sorprende è quanto ha affermato l’ex ministro Giovanardi, che ha spiegato che quando lui si occupava del Dipartimento Dipendenze, ai fini della lotta alla droga molti di questi eventi sono stati bloccati sul nascere. E poi, se, come pare, la ‘mobilitazione’ internazionale che ha attratto migliaia di persone nella Tuscia, è avvenuta attraverso un social come Telegram, come mai nessuno ha monitorato questo tam tam? E poi le forze di sicurezza, servizi compresi, devono poter controllare quanto avviene non solo su realtà social  ‘aperte’, ma anche sul ‘dark web’, spazio che non può essere off limits per chi vigila a difesa dei cittadini. Bisogna insomma lavorare subito con serietà e competenza e usando le più avanzate tecnologie. L’azione locale, che a Viterbo è stata tempestiva, non basta per stroncare queste folli feste della droga. Mi farò promotore di adeguate iniziative ad ogni livello”. Così in una nota il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.