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Viterbo, rave illegale. Esclusi rischi di contagio. "Nessun contatto con la popolazione"

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Beatrice Masci
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Mentre i 10 mila protagonisti del rave hanno ormai abbandonato, quasi tutti, la Tuscia, disperdendosi tra la Toscana, l’Umbria e la capitale, prosegue la conta dei danni e soprattutto l’analisi degli ipotetici problemi legati ai possibili contagi che il raduno, a detta di tante voci diffuse sui social, potrebbe aver determinato.  In realtà, le cose non starebbero affatto così, visto che, nel corso di un summit tra la Asl e i sindaci dell’area interessata, non è al momento emerso alcun tipo di interazione tra le comunità e i ragazzi, tale da far temere problemi sanitari. In altri termini, sarebbero destituiti di ogni fondamento gli allarmismi di chi ha visto nel maxi assembramento lungo le rive del lago di Mezzano una bomba Covid pronta ad abbattersi sulla Tuscia. 

“Tuttavia, qualora si riscontrasse in qualche comunità l’evidenza di contatti diretti tra i partecipanti al rave e i cittadini - spiega la Asl - siamo pronti ad intervenire direttamente sui territori, con i camper, per effettuare i tamponi”. Il problema Covid era stato uno dei primi sollevati, subito dopo l’inizio del rave, tanto che, quando sui social è iniziato il tam tam delle notizie che riferivano di contagi all’interno dell’area occupata, sono partiti i controlli negli ospedali della Tuscia così come in quelli di Grosseto. Però, sia in Maremma che nel Grossetano non sono risultati ricoveri riconducibili al rave di Valentano. Certo è che i risultati di questo maxi raduno non autorizzato, sul fronte dei contagi, si potranno avere con certezza a partire dalla prossima settimana. Solo a quel punto si potrà capire se, effettivamente, come risulta al momento alla Asl e ai sindaci, tra i ragazzi tecno e la cittadinanza non ci siano stati contatti. Del resto, va detto, la mattina del 15 agosto, quando ormai era troppo tardi per disperdere i giovani arrivati dall’Italia e dall’Europa, in modo particolare Francia, i 30 ettari di terreni occupati sono stati subito presidiati, tanto che chi usciva veniva identificato e non poteva rientrare. Questo vuol dire che se contatti ci sono stati, è successo durante il deflusso. Ma anche in questo caso, l’uscita dall’area e dalla Tuscia è avvenuta in maniera controllata: presidiate tutte le strade, anche i sentieri, che sono quelli che la notte tra il 14 e il 15 agosto hanno consentito ai ragazzi di arrivare indisturbati con tutta la loro attrezzatura.

 

La Asl, dal canto suo, sta proseguendo con il vaccino-tour già programmato: ieri il camper era a Marina di Montalto, proseguirà da oggi toccando Tarquinia, Blera, e poi via via altre località. “Se necessario - assicura l’Azienda - siamo pronti a rimodulare il programma in ogni momento per effettuare tamponi a tappeto”.  Sempre sul fronte sanitario, dei ragazzi ricoverati in coma etilico a Belcolle, non resta più nessuno. Erano due, e sono stati dimessi. In totale risultano essere sette i giovani finiti al pronto soccorso a causa dell’alcol, cinque sono stati soccorsi nel Grossetano, ma ora risultano tutti dimessi. Resta il caso dei due tentativi di stupro, denunciati sui social, ma mai arrivati al pronto soccorso. Uno dei due, a quanto risulta, è stato verificato e potrebbe tramutarsi in denuncia.