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Viterbo, a Capodimonte resa di conti dopo la caduta dell'amministrazione. FdI: "Colpa del sindaco De Rossi"

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Mattia Ugolini
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La caduta del Comune fa agitare nuovamente le acque all’interno del centrodestra viterbese, già costretto a fare i conti con l’azzeramento della giunta a palazzo dei Priori. Conseguentemente alle dimissioni dei 6 consiglieri - di cui 3 aderenti a Fratelli d’Italia - che hanno posto fine all’Amministrazione del leghista De Rossi, sono iniziate le schermaglie tra i due partiti. Il senatore Umberto Fusco, leader maximo del Carroccio nella Tuscia, avverte i meloniani: “È evidente che un simile atteggiamento impone alla Lega una riflessione sui limiti del centrodestra, che a Capodimonte si sono palesati, e su quelle che saranno le decisioni del partito, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali”. Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Evangelista, coordinatore provinciale dei salviniani.

 

A rischio, dunque, le liste in alcuni paesi per le prossime amministrative. A Bassano Romano, per esempio, le ritorsioni sembrano essere già iniziate, con i leghisti che stanno sbarrando la strada ai nomi proposti da Rotelli & co. Da Fratelli d’Italia, però, per il momento non risponde nessuno a livello provinciale. La risposta è stata affidata ai responsabili della congiura, ovvero i consiglieri Luciano Evangelisti, Roberta Ciarmatori ed Elena Manzi: “Quanto è avvenuto a Capodimonte - affermano - ha un responsabile, con un nome e un cognome: quello del sindaco, che ha stracciato gli accordi nati in occasione delle elezioni amministrative del 2019, in termini di organizzazione assessorile. In primis revocando immotivatamente e senza alcun preavviso la delega al vicesindaco e nominandone un altro senza alcuna condivisione. Per continuare ad amministrare - concludono - bastava riconoscere il proprio errore. Nulla di politico, quindi”. 

 


La posizione del circolo locale di FdI è ancor più chiara e tagliente: “Forse è il caso - si legge in un comunicato ufficiale - che qualcuno cominci a riconoscere che in politica il rispetto per gli alleati è fondamentale. Questo a Capodimonte come a Montefiascone, per chi se ne fosse dimenticato”.
Insomma, volano stracci tra i due partiti traino del centrodestra. Ed il terzo, ovvero Forza Italia, resta a guardare, pur non nascondendo preoccupazione e, al tempo stesso, irritazione. La paura comune, secondo fonti accreditate, è quella che la crisi di Capodimonte possa ripercuotersi anche su Viterbo, determinando la caduta di Arena. Viene da chiedersi come si presenterà il centrodestra alle imminenti comunali di ottobre: in alcuni Comuni, infatti, l’assemblaggio delle liste sembra essere ancora in altissimo mare e, probabilmente, quanto accaduto in riva al lago non contribuisce a sbloccare lo stallo. FdI, del resto, non ha mai nascosto di puntare a prendersi Palazzo Gentili.