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Viterbo, rave clandestino. La difficile trattativa con dieci gruppi. Reduci dal raduno allontanati a Montalto

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Sono almeno dieci i gruppi, provenienti da tutta Europa, che hanno organizzato il rave che è andato avanti per sei giorni vicino al lago di Mezzano nel territorio di Valentano in una tenuta di proprietà di Piero Camilli, l’imprenditore che è stato anche presidente della Viterbese. Le crew - che nel gergo del movimento tecno sono coloro che allestiscono gli impianti e organizzano dunque le “feste” - erano una decina. Sicuramente una proveniva dalla Francia e promuove raduni simili un po’ in tutta Europa. Sono stati tra i primi a entrare in contatto con le forze dell’ordine che hanno cinturato l’area da Ferragosto ed hanno portato avanti la trattativa.

 

Tra i primi a smontare e lasciare il campo, dopo la morte di Gianluca Santiago annegato nel lago, c’è stato sicuramente un gruppo di tedeschi. Alcune crew erano formate da italiani. Due sono stati fermati su un camion carico di casse audio e denunciati dopo che hanno provato a forzare un posto di blocco al confine con la Toscana. C’era anche un gruppo di olandesi e alcuni dei paesi dell’Est. Come ha rivelato un “pentito” a Repubblica la voce su un raduno nel Viterbese è iniziata a circolare nel web una settimana prima dell’invasione.

 

Le coordinate esatte sono state fornite solo poche ore prima. Intanto l’esodo dei reduci dal rave ha creato diversi problemi al lago di Bolsena - dove si erano fermati circa 300 camperisti poi allontanati - poi a Montalto di Castro. Ieri mattina la Polizia Locale è intervenuta sul territorio per sgomberare alcune persone che si erano accampate abusivamente all'interno del Tombolo. "Ringrazio le forze dell’ordine, in particolare la Polizia Locale e i Carabinieri delle stazioni di Montalto e Pescia” dichiara il sindaco Sergio Caci”.