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Viterbo, rave clandestino. Al setaccio le foto scattate dagli elicotteri della polizia

P. D. B.
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Dopo sei giorni di invasione sotto i riflettori è partita la caccia ai responsabili del rave che ha tenuto in scacco la zona del lago di Mezzano, a Valentano, per sei giorni. Con quasi 5.000 persone ancora sul posto la priorità delle forze di polizia è stata quella di far andare via il popolo della tecno. Ma liberata l'area bisognerà capire come procedere con le inchieste aperte. Il bilancio è pesante: un morto, l'inglese Gianluca Santiago annegato nel lago il giorno di Ferragosto, due denunce di violenza sessuale, furti e danneggiamenti lamentati dal proprietario dell'area: l'ex presidente della Viterbese Piero Camilli. Inoltre la questura sta indagando per cercare di individuare i responsabili dell'invasione avvenuta la notte tra il 13 e il 14 agosto.

 

 

Le indagini partiranno proprio dai nomi delle circa 3.000 persone identificate ai varchi in uscita dall'area del raduno all'alba di giovedì. La stragrande maggioranza sono stranieri e infatti sono usciti in direzione della Toscana. Inoltre durante i giorni del rave sono state scattate diverse foto a distanza, dagli elicotteri e dai droni che sono stati fatti volare sopra l'area del lago. Poi c'è l'attività di monitoraggio dei social dove potrebbero esserci degli spunti investigativi. Per quanto riguarda l'indagine per il decesso di Gianluca Santiago si procede per l'ipotesi di morte in conseguenza di un altro reato. Il procuratore capo Paolo Auriemma, che coordina le indagini, è in attesa della relazione sull'autopsia sul corpo del giovane e dei risultati dei test tossicologici. Bisognerà capire se è stato colto da un malore. In questo tipo di raduno circolano droghe, in special modo pasticche e stupefacenti sintetici. Per adesso la polizia, entrata nel campo dopo lo sgombero controllato, non ha trovato nulla. Ma nei giorni del raduno sui social sono circolate fotografie eloquenti. Una su tutte ritraeva un bidone dove era indicato con una scritta a pennarello un mix inquietante di farmaci. Inoltre diversi testimoni hanno parlato di persone che vagavano nei campi in condizioni piuttosto critiche.

 

 

Diversi hanno accusato dei malori tanto che tra martedì e mercoledì si è parlato a lungo di un secondo morto. Sono stati una decina i ragazzi ricoverati negli ospedali toscani, alcuni in coma etilico. Solo uno è ancora in serie condizioni all'ospedale di Pitigliano. E' in stato confusionale e viene tenuto sotto osservazione. Oltre alle indagini sul decesso del ragazzo annegato e quelle sui malori in procura sono aperti i fascicoli legati ai furti e ai danneggiamenti patiti da Piero Camilli. Sono tre le denunce presentate dal suo avvocato Enrico Valentini e il fascicolo è in mano al pm Michele Adragna. L'imprenditore ha lamentato dei furti all’interno die capannoni: diversi quintali di carburante, attrezzature agricole, latte in polvere e batterie dei mezzi agricoli. Inoltre diverse rimesse sono state danneggiate. Camilli ha già fatto sapere che chiederà un risarcimento danni allo Stato. La conta di quanto ha perso è solo all’inizio.