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Viterbo, risparmiatori truffati. A settembre riprende il processo per il broker di Nepi

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Broker originario di Nepi che tuffò circa 17 risparmiatori per milioni di euro: si torna in aula dopo la pausa estiva. Si tratta del processo che vede imputato Angelo Soldatelli, 62enne, ex consulente finanziario, accusato di aver architettato una truffa da diversi milioni di euro ai danni di 17 parti offese, di cui solo 8 si costituirono parti civili, assistite dagli avvocati Matteo Moriggi, Carmelo Ratano e Andrea Danti. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti la somma complessiva delle perdite economiche subite si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Tra le vittime figura anche Banca Mediolanum Spa che ricopre anche il ruolo di responsabile civile. Il dibattimento è entrato nel vivo solo lo scorso 16 luglio con le testimonianze di alcune vittime.

 

 

“Io e mio marito ci eravamo affidati al family banker, non ci saremmo mai immaginati che potesse accadere una cosa del genere. Su due milioni di euro sono spariti 800 mila euro – ha affermato una donna-. Noi eravamo tranquilli perché ci era stato garantito il capitale e un ricavo del 7 per cento. Avevamo investito in Btp e Bot. Soldatelli ce lo presentò un amico e nel tempo era diventato una persona di famiglia. Veniva a trovarci la sera per parlare con mio marito, che a quell’ora generalmente finiva di lavorare. Lo mettemmo in contatto anche con mia cognata e lo consigliammo anche ad altri amici. Aveva una spiegazione razionale per qualsiasi perplessità in merito agli investimenti o questioni tecniche. Poi quando ci telefonò la banca ci informò di quello che stava succedendo. E in quel momento capimmo che avremmo potuto perdere tutto. In particolare i soldi dell’eredità di mio padre che avevamo accantonato per le nostre figlie e per avere le spalle coperte per qualsiasi necessità o emergenza”. La donna, proseguendo la propria testimonianza, ha fatto presente che non avevano avuto alcun sospetto, in quanto riuscivano a monitorare il capitale tramite il sistema bancario online e che entrambi riponevano estrema fiducia nel proprio consulente.

 

 

La vicenda risale al 2013, quando diversi correntisti segnalarono operazioni inconsuete sui propri conti. Anomalie che vennero poi riscontrate dagli ispettori della Banca Mediolanum a fine 2013, i quali provvidero a inoltrare una segnalazione alla Consob. Il broker, accusato di truffa aggravata dall’abuso delle relazioni scaturite dalla prestazione d’opera e dall’ entità del danno patrimoniale e accesso abusivo a sistema informatico, tramite i codici e le password dei clienti, riuscì ad agire tenendo all’oscuro dei propri movimenti i clienti ai quali avrebbe fornito informazioni e rendiconti contraffatti. Il promoter fu sospeso dall’albo professionale nel 2016 e in seguito fu denunciato nel gennaio del 2017. Dunque resta da sentire un altro testimone dell’accusa che comparirà in aula il prossimo 27 settembre, mentre tutti gli altri testi residui verranno citati e ascoltati nel corso delle sedute che verranno calendarizzate dal giudice Elisabetta Massini.