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Viterbo, elezioni comunali. A Vetralla e Montefiascone liste in alto mare

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A due settimane esatte dalla presentazione delle liste (venerdì 3 e sabato 4 settembre) giochi ancora in alto mare in molti dei 20 comuni al voto. In particolare, i più importanti: Montefiascone e Vetralla. Sul colle sembra tramontata l’ipotesi di un listone trasversale con a capo l’ex sindaco Andrea Danti (ex Udc), al quale resterebbe solo il sostegno della Lega che fa riferimento ad Augusto Bracaloni e di altri transfughi del centrodestra. Centrodestra che, nella sua connotazione già sperimentata all’interno della ex amministrazione comunale, poggia sulle figure di Sandro Leonardi, Massimo Paolini (ex Psi) e Massimo Ceccarelli (FdI). La sinistra del Pd (Luciano Cimarello), dopo aver abbandonato Danti, candida ora a sindaco Giulia De Santis e sta tentando in queste ore un accordo in extremis (che sembra tuttavia destinato a fallire) con la lista di Giulia Moscetti (proveniente anche lei dalla sinistra del Pd) e Rosita Cicoria del M5S. Questa lista, in nome di quel rinnovamento auspicato sin dall’inizio della campagna elettorale, dovrebbe presentare a sindaco una delle due. Ricapitolando, al momento ci sarebbero dunque ancora quattro aspiranti primi cittadini: Danti; quello da definire (o lo stesso Paolini o una donna) espresso dall’amministrazione uscente; Giulia De Santis per la sinistra del Pd; e una tra Giulia Moscetti e Rosita Cicoria per un’ampia area che va dagli scontenti della sinistra al M5S. Ricopriranno un ruolo senz’altro importante, in questo scenario, i moderati del Pd di Mario Trapè, che, corteggiati da tutti, sebbene privi dello stesso Trapè, che non si candiderà più, sembrano orientati ad appoggiare l’amministrazione uscente, soprattutto se il candidato a sindaco dovesse essere una donna (Orietta Celeste). 

 

 

A Vetralla al momento spaccati sia il centrosinistra che il centrodestra. Nel primo caso, dopo la candidatura di Flaminia Tosini, avvenuta nonostante l’inchiesta giudiziaria che la riguarda in qualità di dirigente regionale dell’assessorato ambiente, la frattura tra sinistra Pd e Passione civile appare insanabile. Nel secondo invece, data ormai quasi per scontata la ridiscesa in campo dell’ex sindaco Sandrino Aquilani (Forza Italia), che ha già stretto un accordo con Giovanni Gidari della Lega, sono in corso in queste ore alcuni tentativi per scongiurare la candidatura di Giulio Zelli (FdI) e quindi ricompattare la coalizione. Al momento gli aspiranti sindaci sono comunque ancora quattro: Aquilani, Zelli, Tosini e Anna Maria Palombi per Passione civile. Per la verità, si parla anche di un quinto nome del M5S. 
Nel complesso, in tutti i comuni emergono forti scontri in entrambe le coalizioni tradizionali di centrodestra e centrosinistra con conseguenti trasversalismi.

 

 

Ma mentre nel centrodestra si sta cercando in tutti i modi (vedi Vetralla) una strada per ricompattare l’alleanza, nel centrosinistra si assiste alla presenza di un Pd debole e necessariamente arrendevole, come conseguenza da un lato della marginalizzazione compiuta ai danni della componente moderata negli ultimi anni e dall’altro della difficoltà a dialogare anche con la sinistra più ortodossa esterna al partito. Di fatto, l’attuale dirigenza provinciale, dopo aver giocato di sponda con FI grazie all’asse Battistoni-Panunzi, quando è andata a confrontarsi con i territori ha trovato muri altissimi nella ripropisizione del modello attuato in Provincia e ciò si è manifestato nella resistenza dei rappresentanti del centro moderato (di entrambi gli schieramenti) ad accettare le alchimie politiche decise a Viterbo. Cosicché il Pd si ritrova alla fine senza la sinistra extra partito e senza i moderati.