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Viterbo, rave clandestino. "Farà aumentare i contagi Covid". L'allarme dell'assessore regionale alla sanità D'Amato

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Rave illegale sul lago di Mezzano a Valentano (Viterbo), resta la preoccupazione per la possibile emergenza sanitaria. "Finalmente l’area è stata liberata dopo diversi giorni. È stato un assembramento di molte migliaia di persone, alcuni asseriscono oltre 10mila, e questo sicuramente provoca un elemento di facilitazione nella circolazione del virus». Così l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, ai microfoni di Radio24, che aggiunge: "Sicuramente ci sarà un aumento dei contagi". Per quanto riguarda l’attività di contact tracing: "Abbiamo dato disposizione di fare un’attività di tamponi a tappeto nei comuni interessati, per cercare di prevenire eventuali contagi. Sicuramente questa situazione andava evitata". Servono più controlli anche sui social, evidenzia l’assessore e continua: "Se si radunano oltre 10mila persone in tempo di pandemia è un fatto assolutamente grave e anomalo. Anche perché non si capisce come da un lato si impedisca l’attività regolare delle discoteche per poi consentire 5 giorni di un’aggregazione così importante. È un quadro che non deve più ripetersi" conclude.

 

 

Per il virologo Fabrizio Pregliasco sono "immagini che fanno un pò disperare" quelle del rave. Queste immagini "fanno capire come ci sia questa insofferenza da parte di una quota rilevante di popolazione che non crede al problema, che lo sottovaluta e magari è contraria a ogni regola e idea" come approccio di vita, ha spiegato l’esperto intervenuto ad Agorà Estate su Rai 3. "È chiaro che è un esempio negativo, soprattutto per la durata» dell’evento. «Più che dire ’andiamo lì coi manganellì", si è trovata 'una soluzione soft' per porre fine al tutto, "che però lascia il rischio di quello che potrà essere l’effetto di tanta gente arrivata da mezza Europa che si incontra nel modo più sbagliato possibile rispetto al rischio infettivo, e poi si disperde in una diaspora successiva", ha aggiunto.

 

"Sono episodi non piacevoli - ha aggiunto il virologo dell’università Statale di Milano - che possono avere anche un rischio di sanità pubblica oggettivo, ma difficilmente quantificabile". Fare tamponi sul territorio nei comuni della zona interessata dal rave «può aiutare a capire se c’è stato un effetto sul territorio. Io temo, però, che l’effetto sarà più difficilmente evidenziabile per la diaspora che c’è stata e per la redistribuzione" delle persone. "I casi a mi avviso ci sono, nei giovani" che hanno partecipato al rave. "I tamponi sono un elemento di rassicurazione, anche a mio avviso necessario, per il territorio. A mò di risarcimentò anche rispetto al fastidio subito".