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Viterbo, cade l'amministrazione comunale di Capodimonte. Sei consiglieri comunali si sono dimessi, arriva il commissario. I retroscena

Mattia Ugolini
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Capodimonte, le idi di marzo, o meglio, d’agosto. Ieri, dopo settimane di consultazioni frenetiche, è ufficialmente caduta l’amministrazione targata Antonio De Rossi. Il sindaco leghista, dopo aver prima annunciato e poi ritirato le proprie dimissioni, si è dovuto arrendere di fronte a quelle presentate congiuntamente da sei consiglieri comunali, di cui tre vicini a Fratelli d’Italia, partito - sulla carta - alleato della Lega.

 

I patemi d’animo per De Rossi erano iniziati, però, già da qualche mese. Per la precisione a maggio, quando si inasprirono i rapporti con il vice sindaco Luciano Evangelisti (uno dei tre esponenti vicini a FdI) a causa di alcune divergenze sulla nomina del nuovo segretario comunale. Lo strappo definitivo avvenne quando il sindaco decise di sfiduciare il suo vice, gesto che scatenò le ire dei consiglieri meloniani. Il 29 luglio, a seguito di una giornata convulsa in cui si era vociferato che i consiglieri di maggioranza e opposizione avessero preso appuntamento con un notaio per depositare le dimissioni in blocco, De Rossi decise di dimettersi accennando comunque che, qualora lo avesse ritenuto opportuno, sarebbe tornato sui suoi passi. E così fu il 14 agosto, giorno in cui il primo cittadino rilasciò le seguenti dichiarazioni: “Revoco le mie dimissioni. Sono certo che la maggioranza consiliare, in un rinnovato spirito di collaborazione e nell’esclusivo interesse di Capodimonte, assicurerà il proprio sostegno politico”.

 

Neanche una settimana, però, e i buoni propositi di De Rossi si sciolgono come neve al sole. La metà più uno del consiglio comunale - soglia necessaria per legge - si dimette e per Capodimonte si spalancano le porte del commissariamento, che durerà verosimilmente fino al maggio prossimo. Dietro alla “congiura” ci sono i consiglieri Luciano Evangelisti, Elena Manzi, Roberta Ciarmatori, Vanda Cardarelli, Stefano Manetti e Mauro Gianlorenzo. In una nota stampa rilasciata ieri pomeriggio, quando la caduta era ormai certa, De Rossi ha asserito: “Nelle settimane scorse mi sono reso disponibile a ricercare momenti di confronto tesi a individuare priorità programmatiche e nuovi equilibri politico-amministrativi. Prendo atto che questo non è stato e che i consiglieri che fanno riferimento a Fratelli d’Italia hanno ritenuto opportuno apporre le loro firme congiuntamente ai consiglieri della sinistra causando la caduta dell’amministrazione comunale e il prossimo imminente commissariamento. Di questa esperienza - ha concluso l’ormai ex sindaco - conserverò l’amore per questa terra, un amore che ha sempre animato il mio agire quotidiano nell’esclusivo interesse di questa comunità”.