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Viterbo, rave clandestino. Il presidente della Provincia Nocchi: "Contiamo i danni, ma siamo rimasti uniti"

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Il rave è finito, le miglia di persone hanno abbandonato l'area del lago di Mezzano. Ma per la Tuscia sono stati giorni di fuoco. Una situazione riassunta dal presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi in una nota: "La situazione del rave party iniziato il 13 agosto al confine tra Lazio e Toscana nell’area del lago di Mezzano, coinvolge per posizione geografica la Provincia di Viterbo, ma riguarda e ha riguardato tutte le autorità chiamate a garantire la sicurezza sul territorio. La situazione a Mezzano procede rapidamente verso una risoluzione definitiva e senza incidenti, anche se ad operazioni concluse sarà il momento della conta dei danni e dell’impatto sul territorio, in termini di salute pubblica, sicurezza e ambiente. Un’iniziativa illegale che ha generato disordini ed episodi di particolarmente gravi nei confronti delle persone coinvolte e ai Comuni interessati, minando la sicurezza delle persone come dimostrato dai molteplici casi di violenza, l’infrazione delle regole e il decesso che si è purtroppo verificato". 

"Una situazione - continua - resa ancora più grave dalle inevitabili conseguenze legate all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo e che invece imporrebbe maggiori restrizioni. Quelle stesse restrizioni che le attività economiche locali hanno osservato e stanno continuando ad osservare con molti sacrifici, e che si sono viste invece danneggiate dalla presenza di questa iniziativa in piena stagione turistica. Una manifestazione di illegalità che ha visto tutti i Sindaci della Tuscia uniti con l'obiettivo di tutelare il territorio, con grande senso di responsabilità. Sindaci sempre in prima linea a difesa dei propri territori comunali, carichi di responsabilità, ma in alcune circostanze – purtroppo - senza poteri diretti per poter intervenire".

 

"In tal senso, come Provincia, esprimiamo tutta la nostra vicinanza al sindaco di Valentano Stefano Bigiotti, trovatosi a fronteggiare una situazione di emergenza con carattere di eccezionalità che ha portato disagi sotto i profili dell’ordine pubblico, della sicurezza e del danno ambientale ed economico. Le autorità che sono state chiamate a fronteggiare questa circostanza hanno dovuto prendere posizioni e scelte importanti, non sempre facili da spiegare e da comprendere. La straordinarietà di questo episodio è stata indubbiamente aggravata dall’emergenza in corso e dai numeri impressionanti di persone coinvolte. Proprio per questo, data la delicatezza del tema e delle conseguenze di ogni singola scelta, diventa fondamentale per noi Sindaci chiamati a tutelare le Comunità ribadire le difficoltà che ci troviamo ad affrontare ogni giorno. Siamo i primi interlocutori dei nostri concittadini verso il quale dobbiamo assicurare quotidianamente risorse, servizi e sicurezza. Ma spesso senza la possibilità di poter usufruire degli strumenti adeguati. Un ringraziamento doveroso va rivolto nei confronti delle autorità locali e nazionali che hanno monitorato meticolosamente e gestito al meglio una situazione complessa, attraverso la mediazione e l’uso degli strumenti messi a disposizione dalla legge. L’auspicio è che una situazione del genere non venga più a verificarsi, anche grazie ad una più capillare attività di prevenzione".