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Viterbo, rave illegale. Lamorgese telefona al sindaco di Valentano: "Attenzione dal Viminale"

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Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, segue costantemente l’evolversi della situazione nella provincia di Viterbo dove è in corso un rave party. È quanto si apprende da fonti del Viminale. Le forze di polizia, si apprende dalle stesse fonti, nella consapevolezza anche delle gravi preoccupazioni delle comunità locali, stanno lavorando con grande senso di responsabilità ed equilibrio per ripristinare la legalità nel più breve tempo possibile. "È necessario lasciar operare le autorità provinciali di pubblica di sicurezza secondo la loro specifica competenza tecnica, professionalità ed esperienza", concludono le fonti.

 

"Sono stato raggiunto telefonicamente dal ministro Lamorgese che mi ha rassicurato sul fatto che il rave è una priorità del Viminale. Una dimostrazione di attenzione che mi spinge a essere fiducioso nell’azione del governo". Lo ha detto all’Adnkronos Stefano Bigiotti, sindaco di Valentano, dove dal 15 agosto è in corso un rave party illegale. In queste ore, racconta il primo cittadino, "ci sono stati dei deflussi fisiologici, la zona è completamente presidiata da polizia, carabinieri e guardia di finanza, che mi sento di ringraziare - spiega ancora - hanno fatto una grande operazione di confinamento". "Le forze dell’ordine sono andate sul posto subito, già la notte tra il 13 e il 14 agosto - spiega - Io ho visto i primi posti di blocco alle 5.30 del mattino, l’intervento è stato tempestivo. Il picco delle presenze è stato raggiunto il 15 agosto con circa 10mila persone ma l’azione di contenimento c’è stata e ha funzionato altrimenti le persone non sarebbero diminuite".

 

Intensificata dagli agenti della Questura di Viterbo l’attività di controllo nel rave in corso in prossimità del lago di Mezzano, il servizio h24 prevede da una parte il presidio ai varchi, per scongiurare nuovi ingressi e identificare chi esce, e poi un lavoro di natura informativa all’interno nel tentativo di trovare una soluzione condivisa per poter chiudere quanto prima l’evento. Nelle ultime ore, grazie alla presenza continua delle forze dell’ordine ai varchi dalla parte di Viterbo, gli ingressi sono drasticamente ridotti. Per evitare però che il passaparola tra i partecipanti non dirotti altri eventuali invitati dal lato opposto, quello della Toscana, si è provveduto a informare anche la provincia di Grosseto.