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Viterbo, guerra dei murales nel paese delle fiabe. Scontro a Sant'Angelo di Roccalvecce

Massimiliano Conti
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C’era una volta il paese delle fiabe. O meglio, c’è ancora e si chiama Sant’Angelo, un tempo grigia e anonima frazione di Viterbo diventata nota in tutta Italia grazie a una serie di colorati e favolosi murales. Quello che è andato a farsi benedire è invece il clima idilliaco, in particolare tra l’associazione Acas, che cura il progetto dal 2016, e il Comune di Viterbo, che, con delibera 226 del 22 luglio scorso, ha affidato agli orvietani dello Spazionauta la realizzazione di un nuovo murale dedicato ai tre porcellini da dipingere sulla parete della scuola. La faida tra il presidente dell’associazione Acas Federico Chiovelli e l’assessore al patrimonio Paolo Barbieri finirà probabilmente nelle aule del tribunale, con buona pace del lieto fine.

 

A dare fuoco alle polveri è stato proprio Chiovelli che ha diffidato Palazzo dei Priori accusando Barbieri di volergli soffiare un’idea vincente: “Il Comune, quello che ha sempre detto che non c’era un centesimo e che in questi anni non ci ha dato un centesimo - afferma Chiovelli - si appropria delle idee degli altri per boicottare un’associazione che non gli va evidentemente a genio. Perché non è legata agli amici? Abbiamo subito furti, vandalismi, calunnie, discriminazioni; sacrificato tempo e vite, e ora anche questo. Nel più totale silenzio, il 22 luglio, il Comune trova, frugandosi nelle mutande, 10 mila euro per sostituirsi a chi i murales li ha ideati, progettati e portati avanti con tenacia e forza. Otto assessori, fra cui il proponente Paolo Barbieri (quello che diceva che non c'era una lira per i bagni, le strade, i cestini, le panchine), si svegliano dal letargo e, dopo una visita alla caverna del tesoro di Alì Babà (a noi sempre negata), trovano naturale cacciare euro 10 mila euro per affidare a una associazione fuori regione la realizzazione di un murale. Su quale tema? Le fiabe. Colpo di mano che sfrutta idee, progettualità e sudore degli altri; quegli altri a cui si è sempre negato tutto, lo ripetiamo, sino al boicottaggio di fatto. E taccio su altro”.

 

A stretto giro è arrivata la replica dell’assessore Barbieri, secondo cui il Comune è libero di affidare a chi vuole un murale da dipingere su una scuola di sua proprietà, e nel caso in questione - tramite l’associazione Lo Spazionauta - al viterbese Marco Cannavò, direttore artistico del festival ViterboComix
Ma a realizzare il murale, bombolette spray alla mano, sarà il fumettista di Assisi Alessandro Martorelli, in arte Martoz, “uno tra i più promettenti illustratori e street artist a livello nazionale e internazionale”, sottolinea Barbieri, secondo cui l’associazione Acas non può pretendere di sostituirsi alla pubblica amministrazione. 
Barbieri si dice pronto a procedere legalmente contro Chiovelli, di cui ricorda peraltro la vicinanza con la leader di Viterbo 2020 Chiara Frontini. La vicenda, come sempre a Viterbo, finisce quindi per prendere una piega politica. Non a caso in difesa dell’associazione Acas è scesa in campo la consigliera di Viterbo 2020 Patrizia Notaristefano: “Le dichiarazioni di Barbieri sono la cartina tornasole del modo di fare politica di questa amministrazione e di una classe dirigente che ha fatto il suo tempo: la tracotanza di certe affermazioni alla Marchese del Grillo restituisce l’arroganza di un’amministrazione che ha bisogno di alzare la voce per intimidire, come a coprire, senza riuscirci, impotenza e frustrazione. Invece di valorizzare una realtà associativa che, con i soli sforzi propri e di chi come noi ci ha creduto fin dal primo momento, ha rivitalizzato un paese, sfregia con atti e parole un impegno civile mai scontato. Grazie al paese delle Fiabe sono nate nuove attività economiche e Sant’Angelo è diventato un esempio nazionale di rigenerazione: cui prodest sbeffeggiarne gli ideatori, se non il rancore e l’invidia di chi non è stato capace di fare altrettanto?”.