Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, "secondo morto al rave illegale". Spuntano denunce per violenza sessuale

  • a
  • a
  • a

Giallo sulla seconda presunta vittima del rave. Secondo delle voci che circolano insistentemente sui gruppi social legati agli appassionati di musica tekho ci sarebbe un secondo morto che ha partecipato al mega raduno in corso vicino al lago di Mezzano nel territorio di Valentano in provincia di Viterbo. La notizia è stata rilanciata da Il Tirreno (leggi qui) che cita come fonte i sindaci toscani al confine con Lazio che avrebbero avuto conferme dai carabinieri di Grosseto. Le notizie sono frammentarie: si tratterebbe di un ragazzo che è stato ricoverato nel grossetano in coma etilico, anche se alcuni parlano di un malore improvviso sotto alle casse.

 

In ogni caso non sono arrivate conferme ufficiali, anzi dalla Questura di Viterbo sottolineano che al momento l'unico morto legato al rave è Gianluca Santiago, il 24enne inglese residente a Reggio Emilia morto annegato nel lago dopo un tuffo a Ferragosto. Ma il caos del raduno, con migliaia di persone che sono andate e venute per giorni, rende difficoltoso ogni accertamento. Per adesso a Viterbo si indaga solo sulla morte del ragazzo inglese (ieri l'autopsia). Nel frattempo, secondo quanto riporta Repubblica.it, sarebbero state confermate delle denunce per violenza sessuale. Si parla di tre denunce. (leggi qui).

 

Intanto continua la mediazione per liberare l'area con il Questore in prima linea a trattare con un gruppo di organizzatori francesi. Diversi ragazzi hanno lasciato la zona e la speranza è quella che si smonti tutto entro domani. Ma il programma del raduno prevedeva di restare fino al 23 agosto e diversi ragazzi sembrano intenzionati a restare. "Mi sento di rivolgere un plauso ai colleghi per l’eccellente lavoro che stanno portando avanti in queste ore e vorrei tranquillizzare i viterbesi perché le strategie adottate per far fronte ad un evento che non poteva essere previsto, stanno dando buoni risultati senza compromettere l’incolumità di nessuno". Così Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap) sul rave party nel viterbese. "Le strade da intraprendere erano solo due a fronte dell’improvvisa invasione di ferragosto che ha visto anche una vittima e una giovane donna grave in terapia intensiva: usare la forza o usare la testa. Il Questore di Viterbo Giancarlo Sant’Elia, ha scelto di usare la testa e mediare con gli organizzatori del Rave Party, non facendo mancare presidi di uomini e mezzi atti a garantire che più nessuno si aggreghi ai luoghi e a scongiurare disordini. Crediamo che quella del Questore sia stata una scelta responsabile che oltre a limitare i danni e problemi di ordine pubblico, ha già dato i suoi frutti in quanto gli organizzatori lasceranno l’area prima del previsto e molti dei partecipanti sono già andati via". "Ovviamente - continua Conestà - se avessimo avuto più uomini e mezzi a disposizione, le cose sarebbero andate diversamente. Oggi è toccato a Viterbo, domani potrebbe succedere ovunque e se il Governo non investe sul capitale umano, le cose saranno sempre più difficili da gestire e i poliziotti anziché mediare potrebbero finire sotto ricatto da parte di chi non rispetta le regole. Si parta da questo episodio per prevenirne altri, assumendo uomini ed investendo sugli equipaggiamenti. Abbiamo graduatorie bloccate, giovani con un sogno lasciati nel limbo a causa di cavilli assurdi. Si favorisca lo scorrimento delle graduatorie", conclude.