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Viterbo, edilizia. Belli (Ance): “Green Deal, leva di sviluppo"

Massimiliano Conti
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Se per il settore della ceramica, come denunciato nei giorni scorsi da Confindustria, rischia di essere una gigantesca palla al piede tale da mettere a rischio utili delle aziende e posti di lavoro nei prossimi anni, per quello dell’edilizia il Green Deal può trasformarsi invece in una potente leva di sviluppo. Ne è convinto il presidente dell’Ance di Viterbo Andrea Belli, secondo il quale l’accordo europeo sottoscritto di recente, che prevede la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto al 1990, dovrebbe dare nuovo impulso alle ristrutturazioni di un patrimonio edilizio vecchio ed energivoro come quello italiano, prolungando i benefici che stanno avendo sul settore delle costruzioni il superbonus 110 e il bonus facciate.

 

“Era dai tempi del boom economico che non si vedeva una crescita dell’edilizia così impetuosa”, aveva dichiarato alcuni mesi fa al Corriere di Viterbo lo stesso Belli, che esprimeva al contempo il timore che l’effetto “dopante” del superbonus potesse venir meno una volta scaduti termini e proroghe. 
“Il Green Deal - continua il numero uno dei costruttori viterbesi - può rendere strutturale ciò che oggi è invece dovuto alle misure straordinarie introdotte dal governo per sostenere l’economia piegata dal Covid. D’altra parte, soltanto il 2% dei condomini italiani saranno interessati dagli attuali interventi di efficientamento energetico. C’è un 98% di patrimonio abitativo che oggi consuma e disperde energia e che contribuisce all’inquinamento del pianeta. Pensiamo, per quanto riguarda Viterbo, a zone come quelle dell’Ellera o dei Cappuccini: nonostante oggi pullulino di ponteggi e impalcature, soltanto una minima parte degli edifici sarà interessata dal superbonus”.

 

Che il superbonus 110 sia stato una manna dal cielo per l’edilizia viterbese, piegata prima dalla recessione iniziata nel 2008 e poi dalla pandemia, lo dicono prima di tutti i numeri sull’occupazione: in un anno i lavoratori sono passati da 2000 a 2500, pari al 25% in più. Il governo si è già impegnato a prorogare superbonus e sisma bonus anche al 2022, e analoga sorte potrebbe toccare anche al bonus facciate (90%), che allo stato attuale scade il 31 dicembre. Il settore delle costruzioni, sottolinea Belli, grazie all’innovazione tecnologica a basso impatto ambientale e agli investimenti sostenuti negli anni passati, è pronto a sostenere la grande sfida della transizione ecologica: d’altronde quella del muratore artigiano armato di secchio e cazzuola è ormai un’immagine mitica e un po’ romantica che non esiste più, se non in alcune piccole imprese che rischiano, però, di essere spazzate via dalla svolta green.