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Viterbo, turismo. Pienone in alberghi, B&B e case vacanza. "Più italiani che stranieri"

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Roberto Pomi
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Non c'è una camera disponibile a pagarla oro in tutta la provincia. Questa la fotografia che è possibile scattare sul Viterbese in questo caldissimo mese di agosto.  Roba da tutto esaurito, come è possibile verificare cercando di prenotare un alloggio su una qualsiasi delle piattaforme internet più utilizzate dai vacanzieri: da Booking a Airbnb, passando per Trivago e simili.  Un picco di prenotazioni che non conosce tregua fino a lunedì 23 agosto, data in cui torna a esserci una discreta disponibilità. 

Nelle ultime due settimane è stato tutto esaurito ovunque: stanze nei B&B, mini appartamenti, case vacanza.  Pieni anche gli alberghi di ogni ordine e grado. Ma è l'extralberghiero a registrare i segnali più positivi, in tutta la provincia.  Entusiasmo da Stay in Tuscia, l'associazione che raggruppa il maggior numero di strutture del capoluogo.  A parlare è il presidente Francesco Aliperti: “Stiamo registrando il tanto atteso effetto rimbalzo, dopo tanti mesi davvero duri. C'è grande movimento in tutta la provincia e nel capoluogo. Questo mese d'agosto fa tornare l'ottimismo con i suoi numeri e tutte le strutture sono piene. Impossibile da tempo trovare camere o posti letto in generale. Si guarda con speranza anche all'autunno, augurandoci che le vaccinazioni aiutino a tenere sotto controllo la diffusione del virus e non blocchino la circolazione delle persone. Registriamo ovviamente tante prenotazioni da parte degli italiani, ma ci sono anche degli stranieri”. 

 

Viterbo città sorride per quanto sta accadendo ma vanno molto bene anche diverse aree della provincia.  Numeri importanti e tutto esaurito nel distretto di Civita di Bagnoregio che con il suo appeal turistico fa da traino all'area dei comuni limitrofi. Bene la zona del lago, con Bolsena nel ruolo di regina. Ma si riempiono i bed and breakfast e gli agriturismi sparsi per tutta la Tuscia: da Acquapendente a Barbarano Romano. Il turismo made in Tuscia sta diventando un mercato interessante e lo dimostra il numero di strutture nate negli ultimi anni.  “Bisogna continuare così e alzare la qualità - continua Aliperti -. Va evitato che ci si improvvisi perché si squalifica l'offerta, bisogna invece investire nella formazione e nella costruzione di un'accoglienza di qualità. Come Stay in Tuscia ci stiamo lavorando e a breve avremo pronto un regolamento a cui dovranno attenersi tutti gli iscritti. Questo è un territorio che può crescere e avere un futuro”.