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Viterbo, bottiglia molotov lanciata contro palazzo. Caccia agli attentatori

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Poteva provocare una strage la bottiglia incendiaria lanciata da ignoti ieri mattina contro la facciata di un palazzo in via Terzo reggimento granatieri di Sardegna, nei pressi di piazza della Rocca. L’esplosione, avvenuta alle 6,45, ha svegliato di soprassalto i residenti, che hanno chiesto l’immediato intervento dei vigili del fuoco. Sul posto anche i carabinieri del nucleo investigativo e della scientifica, che hanno effettuato i rilievi. L’ordigno, una bomba molotov realizzata con tutta probabilità con una bottiglia di birra, sarebbe stata lanciata verso l’alto, forse in direzione della finestra al primo piano della palazzina.

All’interno dell’abitazione un giovane con la fidanzata che, subito ascoltato dai militari dell’Arma, avrebbe riferito di aver trovato divelta la porta d’ingresso del palazzo e simultaneamente di aver sentito il boato dell’esplosione provenire dall’esterno. Quasi impossibile, dunque, stando a questa testimonianza, che possa essere stata una sola persona a lanciare la molotov contro il palazzo. Molto più probabile, invece, che gli attentatori fossero almeno due. Sul selciato, poi, i carabinieri hanno trovato l’innesco rudimentale dell’ordigno, uno stoppino di stoffa gialla. La bottiglia molotov dopo essere stata lanciata, sarebbe rimbalzata contro la facciata della palazzina dando fuoco ad alcuni panni stesi per poi finire a terra, come testimoniato dai pezzi di vetro recuperati dagli uomini della scientifica. Bocche cucite da parte degli investigatori, che hanno ascoltato alcuni testimoni per raccogliere ulteriori elementi utili alle indagini. Tra questi una donna che prima dell’esplosione avrebbe sentito dei passi lungo le scale della palazzina.

Per il momento non si esclude nessuna pista, mentre stando a quanto si è appreso nella zona non ci sarebbero telecamere. Non è detto, però, che possano essere d’aiuto le immagini delle videocamere di sorveglianza installate in piazza della Rocca oppure nella vicina via della Pettinara - quest’ultime già utilizzate dagli inquirenti per risalire ai due ragazzi autori del pestaggio ai danni di un 59enne avvenuto il 13 ottobre di due anni fa -, che potrebbero aver filmato i responsabili dell’attentato avvicinarsi verso la via dove è poi avvenuta l’esplosione.