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Viterbo, Pd attacca Arena: "Giunta al capolinea"

Massimiliano Conti
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Mentre il sindaco Giovanni Arena e la maggioranza si sono presi una pausa di riflessione ferragostana dopo l’azzeramento della giunta, l'opposizione sulla crisi politica a Palazzo dei Priori continua a picchiare duro e attende risposte sulla propria richiesta di consiglio comunale straordinario. Una specie di “parlamentarizzazione” della crisi per costringere i gruppi consiliari a spiegare le vere ragioni del contendere. Che però sono già note a tutti. “Ragioni di mera occupazione di posti di potere – sintetizza il capogruppo del Partito democratico, Alvaro Ricci - . Non c'è nient'altro. In un momento in cui Viterbo si trova davanti enormi opportunità e a finanziamenti importanti, dai 20 milioni delle periferie ereditati da noi ai 30 milioni sulla qualità dell'abitare, loro se ne strafregano e pensano alle poltrone aprendo una crisi estiva senza senso. Il disastro di questa amministrazione - aggiunge Alvaro Ricci - è sotto gli occhi di tutti, così come è sotto gli occhi di tutti che il Comune capoluogo ancora una volta fa da camera di compensazione delle tensioni esistenti all'interno del centrodestra alla vigilia di appuntamenti elettorali importanti nel resto della provincia, così come un anno fa era avvenuto per Civita Castellana”.

La consigliera dem Luisa Ciambella parla di situazione “squallida e degradante”, frutto di una malattia più complessa, “quella della trasversalità della politica che ha sostituito il bene comune con quello personalistico e privatistico”. “Quest'amministrazione è giunta ormai al capolinea. Vediamo gruppi di maggioranza famelici di potere che si scontrano tra di loro e che alternativamente cambiano alleanze, stringendo patti anche con schieramenti di centrosinistra, venendo meno ad ogni tipo di valore e tradizione – prosegue l'ex vicesindaca -. Il tutto all'insegna dell'occupazione di posti e territori e nell'interesse di gruppi di potere che di politico ormai hanno soltanto il simbolo”.

E' dal grande inciucio in Provincia, secondo Luisa Ciambella, che vanno fatte discendere le cause dell'attuale degrado politico di Viterbo: “Un inciucio giustificato con la pandemia, ma che è rimasto mozzo, tanto che alcuni partiti se ne sono chiamati fuori, e che ha prodotto soltanto una maionese impazzita in cui le rivalità interne alla coalizione di centrodestra si sono acuite. A dimostrazione che le grandi ammucchiate non portano da nessuna parte. Quello che serve in questa città e in questa provincia è un'autentica rigenerazione morale e politica”.