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Scuola Viterbo, i sindacati: "Mancano aule, personale e trasporti in sicurezza"

Massimiliano Conti
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Nessuno sdoppiamento di classi, anzi se mai accorpamenti (vedi il caso clamoroso di Fabrica di Roma, di cui diamo notizia in altro articolo in questa pagina). Niente “bolle” alla scuola dell’infanzia e ancora doppi turni agli istituti superiori. Dulcis in fundo, la grande incognita del green pass, con gruppi di docenti anche viterbesi che non si sono ancora vaccinati e che, anzi, si stanno organizzando per protestare contro la “dittatura sanitaria”. A un mese dall’inizio del terzo anno scolastico dell’era Covid, nel Lazio e nella Tuscia, è ancora notte fonda. E nemmeno un raggio di luce è arrivato dalla riunione che si è svolta giovedì scorso a Roma alla presenza del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Rocco Pinneri, dell’assessore regionale Claudio Di Berardino e dei sindacati. Pinneri si è richiamato a quanto previsto dal Piano scuola 2021/2022 e dal decreto legge 73 del 2021, adottato dal ministero il 6 agosto scorso.

In sintesi: sarà impossibile sdoppiare le classi. Il Piano scuola non prevede infatti organico aggiuntivo Covid. O meglio: prevede un aumento dell’organico fino al 30 dicembre ma esclusivamente finalizzato al recupero degli apprendimenti e non a garantire il distanziamento. L’Ufficio scolastico regionale sta comunque rinnovando la convenzione con le diocesi allo scopo di reperire spazi aggiuntivi in modo da poter allocare le classi in spazi più grandi. Ma il vero tallone d’Achille del sistema scolastico laziale resta sempre il trasporto pubblico. Sono in corso tavoli di confronto con le prefetture e la prossima settimana dovrebbe essere pronto un documento di lavoro, ma si sa già che verrà rinnovato il doppio turno per gli studenti che frequentano gli istituti superiori. “L’assessore Di Berardino - riferisce la Cisl Scuola - ha fatto sapere che la Regione Lazio ha ormai acquisito tutti i mezzi disponibili sul mercato privato per il potenziamento del servizio e che non è ipotizzabile alcun ulteriore aumento dell’offerta di trasporto”. Sempre per mancanza di personale aggiuntivo, saltano anche le cosiddette “bolle” alla scuola dell’infanzia, cioè quei gruppi chiusi che non si incontrano mai e che contengono più classi e anche tutti gli insegnanti. Infine il capitolo relativo al green pass: il direttore dell’Ufficio scolastico regionale nel corso della riunione ha richiamato la normativa sull’obbligo per il personale scolastico di esibire la certificazione verde nonché le sanzioni che i dirigenti sono obbligati a infliggere. A questo proposito, nella provincia di Viterbo si stanno costituendo dei gruppi di docenti non vaccinati che sono pronti a dare battaglia contro l’adozione del green pass obbligatorio, come stabilito di recente dal Governo Draghi.

La Cisl Scuola esprime molta preoccupazione per le misure che sono state adottate: “Riteniamo che il governo abbia fatto una scommessa sulla tenuta del ‘muro vaccinale’ ai fini del contenimento del contagio scegliendo sostanzialmente di ripristinare le condizioni scolastiche pre Covid sul presupposto che i vaccinati interromperanno la trasmissione del virus -si legge in una nota diffusa dallo dal sindacato -. Nell’augurarci che la scommessa del governo sia vincente al tempo stesso abbiamo tuttavia espresso il timore che i costi dell’ipotesi contraria finiranno per essere supportati da chi sarà esposto al rischio del contagio. Per questo avremmo preferito un atteggiamento di maggiore cautela e abbiamo altresì espresso dubbi sul numero effettivo dei vaccinati tra il personale della scuola che, secondo l’assessorato alla sanità ammonterebbe al 98 per cento”.