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Viterbo, Arena: "Per ora niente consultazioni". Dopo Ferragosto verifica con i partiti

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Massimiliano Conti
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Un uomo solo al comando. E’ Giovanni Arena, che si prepara ad affrontare la settimana più difficile di questa lunga estate caldissima, dal punto di vista climatico e politico: sindaco con i pieni poteri, visto l’azzeramento della giunta a cui è stato costretto, condizione necessaria - ma che sia sufficiente è tutto da vedere - per tentare di tenere in vita un’amministrazione che molti danno già per defunta. “Se azzera la giunta, difficilmente riuscirà a farne un'altra”, pronosticava martedì pomeriggio un esponente di maggioranza, quando avevano preso a circolare le prime voci sull’imminente licenziamento di tutti gli assessori come risposta al consiglio comunale fatto saltare in mattinata da Fratelli d’Italia e Fondazione. 

 

 

 


Chi prevedeva o auspicava, per effetto dell’azzeramento, un’accelerazione della crisi, rimarrà però deluso: Giovanni Arena non ha intenzione di iniziare un giro di consultazioni con i partiti che si annuncia defatigante proprio nella settimana di Ferragosto. “Non c’è alcun incontro in programma, adesso ci rilassiamo tutti, ci schiariamo le idee e ci rivediamo a mente fresca la prossima settimana”, confida al Corriere il primo cittadino. Che, dovendo portare tutta la croce sulle sue spalle, ridurrà le vacanze al minimo: “Staccherò la spina solo tre giorni, 16, 17 e 18”.  Arena è convinto che l’azzeramento, visto il precipitare della situazione, era l’unica strada per uscire dal cul-de-sac: “Tutti chiedevano un pezzetto di più, una situazione da manicomio. Adesso verificherò se da parte dei partiti c’è la volontà di andare avanti per portare a termine i tanti progetti importanti che abbiamo in cantiere. Stavolta voglio un reale coinvolgimento delle forze politiche, che non potranno più nascondersi dietro le proposte del sindaco. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità. Ovviamente non si può prescindere dai numeri ma pretendo che si tenga conto delle capacità dei vari assessori: non si può smontare ogni volta una giunta solo perché un consigliere cambia casacca, o perché ci sono le elezioni negli altri comuni o perché i partiti litigano a livello nazionale. Ma, soprattutto, non si può sacrificare un assessore bravo per metterci una testa di legno solo per una questione di equilibri”. 

 

 

 


Insomma, le competenze devono prevalere sul bilancino e sul manuale Cencelli, gli attrezzi con cui tradizionalmente si fanno e disfano le giunte. Da parte di Fratelli d’Italia intanto arrivano segnali distensivi. Per il capogruppo Luigi Buzzi l’azzeramento della giunta “porta un elemento di chiarezza nell’ambito di una discussione politica che di chiarezza ha molto bisogno”. “Sono settimane che ribadiamo la nostra volontà di proseguire l’esperienza amministrativa che guida la città - prosegue Buzzi -. Con questa maggioranza e con maggior convinzione di prima: i risultati del lavoro di questi primi due anni stanno arrivando e il futuro assume contorni che fanno ben sperare. Gli assessori di FdI si sono spesi affinché la città tornasse al posto che merita. Lo hanno fatto con generosità e capacità politico-amministrativa indubbia. Ora il sindaco ha scelto di riportare nella sede opportuna, quella politica, la discussione togliendo di mezzo ogni ingombro. Non abbiamo, però, tempo da perdere e quindi ci dichiariamo fin da subito pronti a sederci al tavolo che i partiti del centrodestra dovranno convocare”. Da parte sua l'opposizione, sulla “grave crisi politica e istituzionale del Comune”, chiede l’ennesimo, inutile, consiglio straordinario. Tanto per aggiungere chiacchiere a chiacchiere.