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Viterbo, il prefetto blocca gli spettacoli a Pratogiardino

Alessio De Parri
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Stop della prefettura allo spettacolo del comico Maurizio Battista e al concerto di Max Pezzali che si sarebbero dovuti tenere il 5 e 6 settembre a Pratogiardino. Il prefetto Giovanni Bruno, infatti, ha bocciato la location scelta dal Comune, ritenendola inadeguata per la sicurezza degli spettatori, in quanto non in grado di garantire il distanziamento tra gli spettatori e il rispetto delle norme anti contagio. “Stiamo cercando di risolvere il problema ma non è affatto semplice - spiega il sindaco Arena -, anche perché per entrambi gli spettacoli ci sono già migliaia di biglietti venduti, senza contare gli sponsor che si sono impegnati a sostenere le manifestazioni. Ho parlato con il prefetto che, oltre a ribadirmi la contrarierà a Pratogiardino, mi ha consigliato di spostare gli eventi allo stadio Rocchi - prosegue il primo cittadino -, ma agli inizi di settembre, peraltro con l’avvio della stagione di serie C di Viterbese e Monterosi Tuscia, non è una soluzione praticabile”. Arena sta tentanto di portare i due spettacoli nell’area del nuovo polo commerciale Cassia Nord, dove è presente un grande spazio all’aperto, con energia elettrica e acqua già allacciate, che potrebbe accogliere il pubblico in condizioni di sicurezza. “E’ l’unica alternativa possibile che mi è venuta in mente - conferma il sindaco -, anche perché se non dovessimo riuscire a spostare gli spettacoli saremmo costretti ad annullarli e a rimborsare chi ha già acquistato il biglietto”.

Intanto è filato tutto liscio nel primo week-end in cui è scattato l’obbligo di esibire il green pass per accedere a bar e ristoranti. Dai principali centri turistici della provincia (capoluogo, Civita di Bagnoregio, litorale e lago di Bolsena) non sono state segnalate criticità. “Domenica sera ho fatto un giro in centro - racconta ancora Arena - e ho notato che tutto è andato per il meglio. Ho parlato con i ristoratori che si sono detti soddisfatti. E’ vero, però, che la stragrande maggioranza dei clienti ha preferito mangiare all’esterno. In pochissimi invece hanno scelto di entrare, per cui l’obbligo di esibire il green pass è passato in secondo piano. Quando invece tra un paio di mesi arriverà l’autunno ritengo più giusta l’entrata in vigore di un’autocertificazione da accompagnare al lasciapassare verde. Non è pensabile, infatti, che gli esercenti si mettano a controllare i documenti ai clienti come fossero forze di polizia”. Nessun problema anche da Civita di Bagnoregio, dove nel fine settimana sono transitati 5 mila visitatori. “Non è stato necessario effettuare controlli - spiega il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -, in quanto sono stati i turisti per primi a rispettare le regole, che peraltro non sono di facile applicazione, specie per i ristoratori. Il Comune si è invece adeguato rivedendo già da venerdì gli eventi organizzati in precedenza, tutti svolti con l’introduzione del green passo obbligatorio per il pubblico”. “Domenica ho partecipato alla sagra di Pescia Romana e sono entrato senza problemi esibendo il green pass”, interviene il sindaco di Montalto, Alberto Caci, decisamente più critico nei confronti del provvedimento: “Questa è la norma, condivisibile o meno. Io ad esempio sono più per l’obbligo di vaccinarsi piuttosto che per il green pass. Capisco pure,però, chi ha paura del vaccino, viste le gravi conseguenze che a volte ha provocato, e per questo non può essere ghettizzato”.

“In questi primi tre giorni tutti hanno utilizzato il green pass, anche se la fase cruciale sarà quella di Ferragosto - spiega il sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi -. D’ora in avanti dovremo convivere con queste regole, anche se alla base c’è sempre il buonsenso delle persone. Gli stessi locali, poi, non possono certo controllare tutto e tutti”. “Non abbiamo fatto controlli per il green pass perché non è stato necessario - afferma infine il sindaco di Bolsena, Paolo Dottarelli -. Abbiamo fatto una comunicazione ai cittadini, quella di attenersi alla norma, e finora è bastata. Il green pass è uno strumento che crea disagio, è inevitabile. Il Comune, ad esempio, è stato costretto ad annullare e a rivedere alcune manifestazioni alla luce della certificazione obbligatoria, che comunque ha avuto l’effetto positivo di spingere le persone, soprattutto i giovani, a vaccinarsi. Poi va detto che in questo periodo in paese l’80 per cento della gente consuma nei tavoli all’aperto. Quando cambierà la stagione sicuramente ci saranno maggiori problemi nell’applicare le regole”.