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Viterbo, pendolari Roma Nord: "Treni affollati, rischiamo la salute"

Alessio De Parri
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Alla luce della ripresa dei contagi nella Tuscia e nel resto del Lazio il comitato della ferrovia Roma Nord chiede alla Regione di abbassare il limite della capienza sui treni, oggi all’80%. Troppi i rischi, secondo i pendolari, di poter contrarre il virus su vagoni in cui ogni giorno si continua a viaggiare ammassati, a volte senza che i passeggeri indossino le mascherine. L’appello dei pendolari della Roma Nord e degli altri quattro comitati dell’area capitolina è contenuto in una lettera inviata nei giorni scorsi all’assessore regionale alla sanità, Alessio D’Amato, e al collega ai trasporti, Mauro Alessandri: “Di fronte ad un nuovo incremento dei contagi - scrivono i comitati - serve da parte della Regione un ripensamento e un atteggiamento diverso, più prudente e al tempo stesso lungimirante sulla tutela della salute pubblica a bordo dei trasporti regionali, soprattutto nell’affollatissima area metropolitana della Capitale”.

“In un treno tipo Caf 300 da 1.200 posti – prosegue la lettera indirizzata ad Alessandri e D’Amato - oppure in un recente treno Vivalto da quasi 1.300 posti, caricati fino all’80% con 960-1.040 passeggeri, che s’alitano addosso a meno d’un metro indossando le mascherine male e senza controlli, possiamo statisticamente attenderci la presenza di oltre 80 positivi?”. “In questi mesi di pandemia - denunciano ancora i comitati dei pendolari - nei trasporti collettivi l’intervento da parte dei gestori e delle autorità è stato talmente blando, che le ordinanze regionali o le prescrizioni dei Dpcm governativi a tutela di utenti e aziende di trasporto pubblico, che dovevano imporre comportamenti corretti per prevenire l’infezione, si sono rivelate invece delle mere ‘grida manzoniane’, lasciate al ricatto delle volontà aziendali e delle risorse disponibili, senza interventi sanzionatori significativi per le non conformità rispetto a quanto prescritto”.

“Siamo stati abbandonati al rispetto volontaristico delle regole da parte dei passeggeri – prosegue la lettera dei comitati – senza quasi controlli da parte degli addetti verificatori e ispettori delle aziende che si sono ipocritamente nascoste dietro l’intervento delle forze di polizia, dopo una litigata o una rissa”. Da qui la richiesta, ribadita ancora una volta, di limitare la capienza dell’80 per cento sui treni che nel Lazio è in vigore dal ritorno della regione in zona bianca. “I pendolari non staranno zitti per permettere, a chi non è in grado di gestire, d’azzardare il rischio, nuovamente e tranquillamente, sulla salute delle persone, soprattutto quella degli utenti delle ferrovie, che va tutelata come e di più degli aspiranti vacanzieri o dei partecipanti ai Giochi olimpici di Tokyo”.