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Green pass, proteste nelle scuole di Viterbo

Massimiliano Conti
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Il green pass obbligatorio per gli insegnanti è un pasticciaccio di cui non sono state valutate sufficientemente le possibili conseguenze. A bocciare senza appello la certificazione verde che il governo Draghi ha appena imposto a tutto il personale scolastico (ma non agli studenti) è la Uil Scuola di Viterbo, che parla di ennesimo schiaffo ai lavoratori. “Il green pass obbligatorio per il personale scolastico - afferma la segretaria provinciale Silvia Somigli - è stato stabilito con un metodo subdolo, una sorta di consiglio che non si può rifiutare. Non siamo soddisfatti, nel metodo e nel merito. La decisione è stata presa in assoluta solitudine. Un accordo tra le forze politiche che, come sempre, ricade sul personale della scuola. Ci dovranno spiegare come si comporteranno nei confronti delle migliaia di supplenti che ora sono fuori da ogni previsione”. Il decreto prevede che i docenti privi di certificato vengano sospesi e che, dopo cinque giorni di assenza, non ricevano più lo stipendio.

“Il mancato rispetto delle disposizioni è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento”, si legge nel testo, il quale ribadisce che l’anno scolastico 2021-2022, debba svolgersi “prioritariamente in presenza” sia per le scuole che per l’università. Le mascherine saranno ancora obbligatorie dai sei anni in su, con l’unica eccezione dell’ora di ginnastica. Il governo non esclude tuttavia che si possa stare in classe senza mascherina qualora gli studenti abbiano tutti completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione. “Ancora una volta assistiamo a uno schiaffo al personale che ha già mostrato di avere una coscienza civica, che è già vaccinato pressoché nella sua totalità – continua Somigli -. Siamo convinti che è necessaria una legge: uno strumento normativo, infatti, può valutare tutte le situazioni, anche quelle che riguardano le persone che non si possono vaccinare per motivi sanitari. Continuare sulla strada del ‘fortemente consigliato - leggi obbligatorio significa scaricare, di fatto, sulle persone e sulle scuole la responsabilità per la mancanza di interventi di sicurezza”.

Per la segretaria della Uil Scuola servono numeri ufficiali: “Continueremo a chiederli, insieme al tracciamento, senza il quale non potremo avere la garanzia di una scuola in sicurezza”. Il sindacato chiede infine “chiarezza e rispetto dei diritti in sede di sottoscrizione del Piano scuola, accordo firmato dalle confederazioni e che non è stato ancora attuato. Ci sono impegni sottoscritti rimasti solo intenzioni. Noi diciamo sicurezza e tutela dei lavoratori fragili, per una ripresa meno angosciante e angosciata. Il Green Pass - conclude Somigli - non è il rimedio di tutti i mali”.