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Viterbo, la coop di Civita Castellana reintegra lavoratore sospeso

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Dopo tre mesi termina la spiacevole vicenda del capo reparto della Coop di Civita Castellana accusato, in data 26 aprile, da una lavoratrice, sua ex fidanzata, di averle gettato addosso una tazzina di caffè bollente, offendendola con una mala parola. Da lunedì è tornato infatti al lavoro in un’altra sede.

“L’episodio - spiega l’avvocato Annalisa Cannetto di Terni, difensore del capo reparto - era stato fatto passare dalla lavoratrice e dal suo sindacalista Cobas, Francesco Iacovone, come una ‘grave violenza rivolta ad una donna’ e ne era stata data ampia notizia sia sui quotidiani locali che nazionali a da varie testate giornalistiche. In conseguenza delle pesanti accuse della lavoratrice, il capo settore subiva infatti conseguenze notevoli, il linciaggio mediatico sui vari social con offese pesanti, sul piano lavorativo, in quanto veniva sospeso cautelarmente dalla direzione aziendale e poi, fatto ancora più grave, gli veniva notificato un provvedimento di ammonimento da parte della Questura.

Nonostante le tante avversità incontrate, sono riuscita ad ottenere l’annullamento del provvedimento di ammonimento, in quanto è stato dimostrato che quanto denunciato dalla lavoratrice era infondato e non veritiero. Non vi è stata infatti alcuna forma di violenza, in quanto né le è stato gettato il caffè addosso né le sono state rivolte parole dispreggiative. Ho dimostrato quindi l’assoluta infondatezza delle accuse e il capo reparto, dopo tanta sofferenza, è potuto rientrare al lavoro a testa alta”.