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Viterbo, invasione di turisti pakistani. Proteste al lago di Vico

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Esplode la polemica a Ronciglione per il turismo fai da te di centinaia di indiani e pakistani che nei week-end, soprattutto la domenica, partono da Roma per prendere d’assalto le spiagge del lago di Vico. A storcere il naso sono proprio gli operatori turisitici locali, indispettiti dal fatto che gli extracomunitari si portano dietro tutto da casa, senza spendere un euro tra gli esercizi commerciali del paese - dove transitano provenienti dalla Cassia - e nei dintorni del lago e, anzi, lasciando cumuli di immondizia che ogni lunedì vengono portati via dal servizio di raccolta rifiuti. Arrivano nella Tuscia a bordo di pullman turistici e si piazzano in località Arenari, nel tratto di spiaggia libera, che di recente l’amministrazione ha arricchito con un piccolo parco giochi e un’area destinata al barbecue. Una zona che, ad esempio, domenica scorsa è stata invasa dagli stranieri, scesi verso mezzogiorno dai bus (che hanno invaso peraltro entrambe le carreggiate), accompagnati da due autisti, uno dei quali peraltro sprovvisto di mascherina. Stranieri attrezzatissimi per l’occasione, con intere casse d’acqua, sacchi di pane, carne a volontà e bibite al seguito, acquistate direttamente nelle varie catene dei supermercati romani, con tanto di buste della spesa a confermarlo.

I gestori di bar, ristoranti e stabilimenti hanno atteso invano per tutta la giornata che qualcuno di loro si presentasse nei locali sul lago per un pranzo a base di pesce oppure per prendersi un caffè. Cosa invece che non è avvenuta, e non è certo la prima volta, si lamentano gli operatori, visto che è ormai dall’inizio dell’estate che il copione, puntuale, si ripete ogni fine settimana. Pakistani e indiani hanno invece apparecchiato sulla spiaggia libera dell’Arenari e lì sono rimasti, tra un bagno e una tintarella, fino al momento di risalire sui pullman e rincasare in direzione della Capitale. Una presenza così massiccia che molto spesso sfocia inevitabilmente in maxi assembramenti sulla spiaggia, e stavolta a protestare sono gli abituali frequentatori del lago di Vico. Nessuno degli stranieri, ci mancherebbe, è tenuto ad esibire green pass o certificati di tamponi negativi, ma è chiaro che con centinaia di persone ammassate al sole il distanziamento sociale non può essere rispettato.

Per questo, alla luce anche della ripresa dei contagi nella Tuscia e nel resto della regione, è stata richiesta la presenza di alcuni addetti che possano controllare e magari regolamentare l’arrivo dei visitatori extracomunitari in questo tratto di spiaggia che da settimane viene s occupato durante il week-end. C’è insofferenza, dunque, per un fenomeno che secondo residenti e operatori sta penalizzando non poco i locali e gli esercizi commerciali ronciglionesi durante una stagione estiva che, nonostante la pandemia, è comunque decollata nel migliore dei modi.