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Viterbo, via libera al progetto ridimensionato delle Terme di Paliano

Alessandro Quami
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La terza commissione ha accettato la richiesta della Freetime di rinunciare alla variante al piano regolatore sulle terme del Paliano, e ora sarà il Consiglio comunale a sancire la fine del megaprogetto che proposto dalla società nel 2016. Dopo i vincoli urbanistici posti dalla Sovrintendenza su una vasta area di Viterbo che riguarda anche la zona termale (su 1.600 ettari, dalle Masse di San Sisto al Bulicame), i privati hanno preso atto dell’inattuabilità del progetto di investimento su un polo termale: il centro da 400 posti di lavoro al Paliano non si farà, almeno per il momento, perché non ci sono le condizioni. Al suo posto, attorno alle 5 piscine già realizzate, nascerà invece un parco termale con bagni, biglietteria, servizi, spogliatoi, infermeria e bar. Lo aveva specificato un mese fa l’imprenditore Fabio Belli, tra i titolari della Freetime.

“Freetime vuole abbandonare la richiesta del 2016 di variante su Paliano rinunciando così al piano particolareggiato”, ha detto in terza commissione l’assessore all’Urbanistica Ubertini. Ha specificato poi l’architetto Stefano Peruzzo, degli uffici comunali: “La Freetime non ha più interesse all’approvazione del piano in variante. Ora, essendo stato il Consiglio comunale ad avviare le procedure di approvazione, deve essere lo stesso Consiglio a prendere atto della rinuncia e ad adottare gli atti consequenziali per poi affidare la pratica agli uffici comunali per la chiusura dell'iter”. Da qui, gli effetti della variante decadranno e tornerà in vigore il piano regolatore generale. “Ora la società può chiedere un altro piano sostenibile”, puntualizzano dalla commissione consiliare. I membri della commissione hanno preso atto della decisione del privato ma si sono detti rammaricati di come sia sfumata l’occasione di investire sull’economia locale: “Dopo 15 anni di iter, quel vincolo della Sovrintendenza determina per Viterbo la perdita di una grande occasione di sviluppo termale. Torniamo all’anno zero. Non è chiaramente responsabilità di questa amministrazione, che però avrebbe potuto contrastare meglio i vincoli della Sovrintendenza. Speriamo che la società possa investire comunque”.

La Freetime ha in mente un progetto di dimensione inferiore, che deve ottenere le autorizzazioni paesaggistiche, presentato allo sportello unico comunale (richiesta di permesso di costruire). “Un progetto nuovo che non ha nulla a che vedere con il piano particolareggiato del 2016 - spiega il funzionario -. Strutture di modesta entità nei limiti del vigente piano regolatore sull'area termale: nulla di paragonabile al progetto di prima”.