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Viterbo, attacco hacker alla Regione. Ancora bloccate le prenotazioni dei vaccini

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C’è il sospetto che dietro l’attacco hacker che negli ultimi due giorni ha paralizzato il Centro elaborazione dati della Regione, mandando in tilt il sistema di prenotazione dei vaccini, possano esserci i no vax. Anche ieri server bloccati, anche perché nella notte tra domenica e ieri si è verificato un secondo attacco, ma nonostante le mille difficoltà la campagna vaccinale prosegue lo stesso. Garantite le vaccinazioni, così come il rilascio del green pass, mentre sono sospese le prenotazioni, anche se la banca dati ha già registrato oltre 500 mila appuntamenti fino al 13 agosto. Anche le attività del 112 e del 118 non si sono mai interrotte, così come quelle dei pronti soccorso, della sala operativa della Protezione civile e del centro trasfusionale. Per il rilascio del green pass, in particolare, la Regione ha chiesto l’intervento del commissario straordinario per l’emergenza Covid, il generale Figliuolo, che ha supportato il Lazio con la conseguente erogazione dei lasciapassare ai neo vaccinati, anche se con qualche ora di ritardo rispetto ai giorni scorsi.

“Non conosciamo ancora la matrice dell’attacco cyber - ha spiegato ieri Zingaretti in conferenza stampa - che è il più grave nella storia della nostra Repubblica nei confronti di un’istituzione pubblica. Un vero e proprio attacco criminale. Tutte le ipotesi e le opzioni sulla matrice sono valutate dagli investigatori”. La Polizia postale, infatti, prosegue gli accertamenti mentre i tecnici della Regione stanno tentando di rimettere in piedi il sistema: “Sono stati bloccati quasi tutti i file del Centro elaborazione dati e di prenotazione dei vaccini - ha precisato ancora Zingaretti -. Il sistema è spento, non è possibile riaccenderlo per evitare di propagare ulteriormente il virus. Stiamo combattendo tenendo fermo il sistema, mentre abbiamo allertato e coinvolto tutti i livelli investigativi dello Stato per questa battaglia cyber. Ci scusiamo con i cittadini che subiranno ritardi. Gli attacchi, peraltro, si sono protratti anche nella giornata di oggi (ieri, ndr). E’ in corso un’attività a sistema sospeso per consentire la migrazione su cloud esterni dei servizi essenziali e renderli operativi il prima possibile”, ha aggiunto Zingaretti, fornendo poi ulteriori precisazioni sulla matrice dell’attacco.

“Circolano, e sono parte del problema, tante voci come quella del riscatto che sono totalmente infondate, visto che ad oggi nessuna richiesta ci è pervenuta, né in Bitcoin né in altra forma di valute. Quello che probabilmente ha creato l’equivoco è che nella web page del virus compare l’invito a contattare un presunto attaccante”. Il presidente della Regione ha spiegato inoltre che “l’unica cosa che è stata fatta è stata quella di consegnare il file alla polizia postale e agli inquirenti e quindi non avviare in alcun modo nessuna interlocuzione con chi ha attaccato negli ultimi giorni il nostro sistema. Per quanto riguarda queste ipotesi, allo stato non esistono e non riguardano l’istituzione regionale, che non discute e non tratta con interlocutori che stanno attaccando”.