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Viterbo, "si rischia il morto". Allarme per le condizioni della strada della Moletta a Montalto di Castro

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Un ponte chiuso da due anni - e nessuno ancora interviene - e una strada, quella della Moletta, molto pericolosa, dove invece bisogna intervenire subito, “altrimenti il rischio è che ci scappi il morto”. Stefano Sebastiani, segretario regionale di Orizzonte, tira le orecchie alla giunta Caci, che dal 2019 ha dichiarato l’inagibilità del ponte della Moletta, danneggiato dall’alluvione che colpì la frazione di Pescia, e chiuso in attesa di sistemazione. “La chiusura del ponte - ricorda Sebastiani - ha diviso in due parte del paese. L’amministrazione assicurò che entro poco tempo sarebbe tornato tutto normale. Ad oggi invece nulla è cambiato, il ponte è sempre inagibile. Un ponte che permetteva il transito locale e dei mezzi agricoli, che oggi sono costretti a percorrere la provinciale con un aumento del rischio di incidenti. Basterebbe poco, una nuova asfaltatura, ma a quanto sembra, l’amministrazione parla di un progetto da 400 mila euro per abbatterlo e farne uno nuovo. Una spesa inutile e dannosa per le tasche dei cittadini”.

“Le cose, poi, non sono migliori in strada della Moletta - denuncia ancora Sebastiani -, dove il manto è su due livelli. Una parte della carreggiata è sopraelevata ed una sottoelevata, con un dislivello di oltre 10 cm che rende pericolosa la strada soprattutto per i ciclomotori. Non a caso alcuni genitori si sono rivolti a Orizzonte denunciando la cosa e affermando che già dei ragazzi hanno avuto incidenti sulla strada riportando ferite gravi.

 

"Un altro pericolo sulla Moletta - continuano - è l’assenza di guard-rail e adiacente la strada c’è una cunetta per scolo e deflusso delle acque alta oltre 2 metri. Cosa aspetta l’amministrazione ad intervenire? Ciò che vorremmo evitare è che si intervenga dopo che c’è scappato il morto. Chiediamo quindi all’amministrazione di porre rimedio quanto prima e a dare a questa strada, come a quella di Belvedere e della Roccaccia, la priorità su altre opere”.