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Viterbo, elezioni nei Comuni. Partiti in ordine sparso, saltano le coalizioni tradizionali

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Assomiglia a una maionese impazzita lo scenario politico in provincia di Viterbo in vista delle elezioni amministrative. Si palesano spaccature tra e in tutti i partiti, con l’effetto di generare i trasversalismi più improbabili, che, almeno in questa fase, sembrano preludio al superamento dei tradizionali schieramenti di centrodestra e centrosinistra. Il caso di Capodimonte, dove oltretutto neanche si vota, non è che l’ultimo capitolo di una conflittualità fortissima che sta devastando tutti i comuni. 

 

Il punto di partenza è rappresentato dalla debolezza del centrosinistra, o meglio dalla sua quasi scomparsa, se è vero che il Pd non è stato in grado, non solo di mantenere l’unità al suo interno, ma neanche di salvaguardare la coalizione. Il risultato, in funzione di un sottile gioco di pesi e contrappesi dove entrano in ballo la Provincia e la Regione, è lo sgretolamento del centrodestra che sta balzando agli onori delle cronache in questi giorni con le vicende di Vetralla, dove sono almeno tre le liste di area pronte a scendere in campo (Aquilani con Gidari, Zelli e Bacocco); Montefiascone, con due formazioni che farebbero riferimento una all’amministrazione uscente e l’altra all’ex sindaco Danti; Orte, con il ritorno dell’ex sindaco Primieri in competizione con il sindaco uscente Giuliani; ma anche Vasanello, dove a Stefanucci si contrappongono i Fratelli d’Italia di Porri.

 

Ovunque - ad eccezione, forse, fino a questo momento, di Vasanello - il Pd dell’area Regione Lazio, forte di un peso decisivo derivante dai finanziamenti agli enti locali che arrivano dalla Pisana, cerca e trova alleanze localistiche - più che altro in Forza Italia, ma anche in Fratelli d’Italia e Lega - che determinano l’implosione della coalizione “teoricamente” avversaria. In pratica, ognuno stringe patti, più che in un’ottica politica, in funzione dell’utilità che potrebbe ricavarne, facendo inevitabilmente saltare tutti gli schemi a cui siamo abituati. Consapevoli di questo scenario, avendolo peraltro loro stesse fin qui avallato, le segreterie provinciali manifestano chiare difficoltà di movimento, non riuscendo a tenere a bada le velleità degli esponenti e dei militanti sui territori. Da qui la richiesta di Fratelli d’Italia (e anche della Lega) a Forza Italia di porre fine all’alleanza in Provincia con il Pd nella speranza di mettere un punto propedeutico a un nuovo inizio all’interno della coalizione. Il problema è che gli azzurri non sembrano averne nessuna voglia.