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Viterbo, medici e infermieri no vax sospesi. Cosa fanno gli Ordini

Paolo Di Basilio
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Viterbo, mentre l’ordine dei medici attende solo le carte per sospendere gli iscritti “puniti” dalla Asl quello degli infermieri, “pur accettando il provvedimento dell’azienda”, per ora non sospenderà gli associati no vax. Sono 17, per ora, gli operatori - ci sono medici di continuità che operano come guardie mediche, infermieri e operatori socio sanitari - che sono stati oggetto dei provvedimenti della Asl: 11 sono stati trasferiti in mansioni che non sono a contatto con le persone, per 6 invece è scattata la misura più severa. Sospesi dal lavoro e niente stipendio. Avranno tempo fino al 31 dicembre per dare una nuova giustificazione oppure per concludere il ciclo vaccinale.

 

Nel frattempo tuttavia entrano in campo anche gli ordini come prevede il decreto Covid. “Abbiamo discusso la comunicazione arrivata dalla Asl con l’elenco dei provvedimenti nell’ultimo consiglio direttivo”, dice al telefono Mario Curzi presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche. “Abbiamo preso atto della decisione della Asl di sospendere i nostri colleghi e l’abbiamo accettata. Tuttavia, dopo aver sollecitato un parere legale, abbiamo deciso di non sospendere l’iscrizione”. Gli infermieri restano iscritti all’ordine perché “in questo modo potranno comunque continuare attività di altro tipo come quelle scientifiche e di studio, per esempio”. Non si tratta di una decisione che contrasta quella adottata dalla Asl. “Anzi - spiega Curzi - nel prossimo consiglio direttivo discuteremo una proposta per un’iniziativa tesa a convincere i nostri colleghi a vaccinarsi. Anche se questo non è il nostro compito”.

 

 

Non ha ricevuto invece ancora nulla dalla Asl l’ordine dei medici. “Ho letto che ci sono operatori sanitari sospesi - dice il presidente, il dottor Antonio Maria Lanzetti - tuttavia noi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione. La nostra linea è quella nazionale: appena avremo i documenti procederemo alla sospensione dell’iscrizione all’albo”. Tuttavia la decisione della Asl, su impulso della Regione, sta generando le prime reazioni a livello sindacale. “Noi saremo al fianco di tutti gli infermieri vax e no vax perché ancora non siamo in una dittatura”, tuona Mario Perazzoni segretario del Nursing Up di Viterbo che annuncia anche querele verso quei dirigenti, medici e no, “che si sono permessi di chiedere al personale se era vaccinato o meno”. “Secondo le leggi può farlo solo il medico competente, quello del lavoro”, conclude Perazzoni annunciando degli esposti contro i dirigenti.