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Viterbo, bar chiuso a Civita Castellana. Alcol ai minori e lavoro nero. Ordinanza del sindaco

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Quel bar continuava a restare aperto nonostante l’ordinanza di chiusura del 2019 firmata dal Questore perché quel luogo era considerato un ritrovo di soggetti ritenuti pericolosi. Ma l’attività è andata avanti fino a ieri mattina quando i carabinieri e la polizia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di chiusura firmata dal sindaco Luca Giampieri. Il provvedimento è arrivato dopo che il prefetto ha ordinato al primo cittadino “la revoca della licenza dell’esercizio commerciale”, questa mattina è stato notificato al gestore di un noto bar che sta all’inizio di via della Repubblica. Il provvedimento del Prefetto è arrivato dopo una nota inviata dalla Compagnia dei carabinieri di Civita Castellana con la quale si faceva notare che il locale - nonostante fosse stato già raggiunto nel novembre 2019 da un provvedimento di chiusura firma del Questore - “continuava a costituire ritrovo di persone gravate da pregiudizi penali e che la loro presenza in loco comportava problemi per l’ordine e la sicurezza pubblica, integrando un rischio attuale di turbamento dell’ordine pubblico e della sicurezza e, conseguentemente una situazione complessiva di degrado”.

 

Infatti i militari più volte sono dovuti occuparsi delle persone che si ritrovavano nel locale. La nota dei carabinieri indirizzata al Prefetto - oltre a ripercorrere gli esiti di precedenti controlli durante i quali “erano emerse gravi condotte relative allo spaccio di sostanze stupefacenti e atti violenti” - riguardava, in particolare, il controllo che, nell’ambito del servizio mirato al contrasto della somministrazione di bevande alcooliche a minorenni, i militari della stazione, unitamente a militari dell’aliquota operativa, e in collaborazione con personale del Nas e del Nucleo ispettorato del lavoro di Viterbo, avevano effettuato nella serata dello scorso 9 luglio. 

 


In quella circostanza, i militari avevano potuto constatare la somministrazione di alcol a una minorenne, la omessa esposizione del cartello di divieto di fumare all’interno dell’esercizio, importanti carenze igienico strutturali in attività di somministrazione di alimenti e bevande, nonché l’impiego di un lavoratore in nero, per un ammontare provvisorio di circa 8.500 euro di sanzioni. Contro il provvedimento, il gestore potrà presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica al tribunale amministrativo regionale ovvero entro 120 giorni dalla notifica, al presidente della repubblica, nei termini e modi previsti dalla legge.