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Viterbo, elezioni nei Comuni. Centrodestra in ordine sparso. Giampieri: “FI dica da che parte sta”

Massimiliano Conti
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“Il tempo scorre ed è giunta l’ora che Forza Italia faccia chiarezza”.  Massimo Giampieri, coordinatore provinciale di FdI, soffia sul collo degli alleati azzurri, ammesso che siano ancora tali, in vista delle elezioni amministrative, che potrebbero tenersi il 3 ottobre. Il nodo politico delle alleanze, in Provincia e nei comuni al voto, in particolare in quelli più grandi o strategici (Montefiascone, Vetralla, Orte e Montalto di Castro), rischia di terremotare anche un’amministrazione dai piedi d’argilla come quella del capoluogo. Le avvisaglie non mancano, come abbiamo visto negli ultimi giorni, lunedì con l’astensione sul bilancio da parte di FdI e Fondazione in II commissione, martedì con la “rappresaglia” forzista che ha fatto saltare il Consiglio comunale dedicato alla subconcessione termale alle Terme dei papi, lasciando di fatto solo il sindaco Arena. 
 

Giampieri, da politico scafato qual è, crede che le avvisaglie resteranno tali e non si trasformeranno in un sisma: “Certe fibrillazioni, con le elezioni alle porte, sono fisiologiche – dice -. Lo abbiamo visto anche a Civita Castellana, quando alla candidatura unitaria si è arrivati solo tre giorni prima della scadenza dei termini per presentare le liste. Ciò premesso, separerei la questione Viterbo dal resto: in Provincia e nei comuni c’è un problema politico, legato alla posizione ondivaga di Forza Italia, mentre il voto di astensione dei consiglieri di Fratelli d’Italia e di Fondazione sul bilancio era dovuto a delle questioni tecniche”. Se Forza Italia lo ha inteso come un segnale politico facendo poi saltare la seduta di consiglio, è il ragionamento del coordinatore meloniano, è un problema suo e se ne assume tutta la responsabilità. Come dovrà assumersi, Forza Italia, la responsabilità di un eventuale strappo nella coalizione di centrodestra nei comuni al voto: “Non è possibile arrivare a una lista unitaria se due partiti, FdI e Lega stanno insieme, e un altro appoggia il Pd. Come ho già detto, le elezioni non sono una partita di calcio con i tempi supplementari: il tempo è poco ed entro metà agosto le liste dovranno essere composte”. Sui candidati, Fratelli d’Italia, assicura Giampieri, non impone nomi né pone veti: “La nostra indicazione è perché si trovino in tutti i comuni le persone e le energie migliori”.

 

Da parte sua, il coordinatore provinciale di Forza Italia Andrea Di Sorte, rispedisce al mittente tutte le accuse: “Intanto sono settimane che non ricevo telefonate da qualcuno di FdI. Per quanto riguarda la Provincia, abbiamo ritenuto opportuno, consultati i nostri 9 sindaci, continuare, in questa fase ancora di emergenza, un percorso che ci vede impegnati nella gestione delle risorse Covid. Ricordo anche che i FdI per primi si espressero per l’ingresso nella maggioranza”.
Di Sorte entra poi nel merito dei singoli comuni: “A Vetralla non è vero che c’è un’intesa con il Pd, noi fino a un paio di settimane fa eravamo disponibili ad appoggiare Zelli (FdI, ndr), purché si trovasse un’intesa con la Lega, che invece punta su Gidari. Bacocco e Aquilani hanno le loro legittime aspirazioni ma il nostro obiettivo, da sei mesi, resta quello di arrivare a una candidatura unitaria. Quanto a Montalto, non è vero che l’assessora Silvia Nardi sia del Pd. Non è iscritta a FI, è una civica ma appartiene alla nostra area”. A Orte, dice Di Sorte, il pallino è invece nelle mani del forzista Giuseppe Fraticelli: “Da anni Giuseppe viene tirato per la giacchetta per fare il candidato a sindaco, adesso sta cercando di trovare la quadra dialogando con tutti, ovviamente nell’alveo centrodestra”.
Discorso a parte infine per Montefiascone, da sempre laboratorio politico a cielo aperto dove le alleanze Frankestein sono la regola più che l’eccezione. Anche lì, dice Di Sorte, il confronto è aperto: “Bisogna anche mettersi in testa – conclude Di Sorte – che nei comuni più piccoli la politica conta fino a un certo punto. Contano di più i rapporti personali”.