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Virginia Raggi incastra Viterbo. Conferimenti a Monterazzano anche in agosto

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Rifiuti di Roma smaltiti a Viterbo, a Monterazzano, anche dopo il 2 agosto, come ha stabilito l’ultima ordinanza firmata da Zingaretti dieci giorni fa? La risposta, con ogni probabilità, è affermativa e d’altra parte, guardando oltre le ordinanze emanate ogni 15 giorni, è stato lo stesso assessore regionale al ciclo dei rifiuti, Massimiliano Valeriani, a dichiarare a fine giugno al Corriere di Viterbo che i conferimenti sarebbero andati avanti almeno per tutta l’estate. Adesso a suffragare questa sciagurata eventualità per la provincia di Viterbo giunge il ricorso al Tar presentato dalla sindaca Virginia Raggi contro un’altra ordinanza del governatore: quella del 26 giugno con cui si intimava al Comune di Roma l’individuazione, entro 60 giorni, di un sito ove costruire una propria discarica, pena l’adozione dei poteri sostitutivi, in altre parole il commissariamento del Campidoglio relativamente alla gestione dei rifiuti. Commissariamento, come ribadito dal sindaco di Viterbo Giovanni Arena dopo vari colloqui avuti con l’amministrazione regionale, indispensabile affinché venga intrapresa la strada che porti ogni provincia a provvedere in autonomia allo smaltimento dei propri rifiuti.

Cosa accadrà ora con precisione lo sapremo entro questa settimana. Ad ogni modo la Raggi, con la mossa del ricorso, presentato l’ultimo giorno utile, ha inteso mandare un messaggio chiaro: Roma non è disposta ad accettare il commissariamento. Questi i motivi indicati dall’Avvocatura del Campidoglio: “La Regione ha chiaramente violato le norme in materia di esercizio dei poteri sostitutivi, invadendo la sfera delle attribuzioni di Roma Capitale, imponendogli attività niente affatto obbligatorie ed in ogni caso connotate da discrezionalità amministrative”. “Nella fattispecie - continuano i legali - appaiono del tutto insussistenti i presupposti per l’esercizio dei poteri sostitutivi. Dalla motivazione della delibera non emerge che Roma Capitale sia risultata inerte reiteratamente nel compimento di atti o provvedimenti obbligatori, né che abbia omesso l’adozione di singoli atti obbligatori”.

Infatti, “in virtù del complesso delle norme, in particolare delle disposizioni dell’articolo 198 del Codice dell’ambiente, non costituisce obbligo di legge per il Comune l’individuazione di uno o più siti idonei alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti”. Immediata la reazione dell’assessore Massimiliano Valeriani: “Il nuovo ricorso della sindaca Raggi blocca l’iniziativa della giunta regionale per individuare un piano di impianti moderno che oggi non c’è e aiutare Roma a risolvere il problema dei rifiuti”. E così mentre Campidoglio e Regione litigano, infiammando la campagna elettorale, Viterbo paga pegno per colpe non sue.