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Lazio, concorsopoli. "Assunte persone senza titoli legate alla politica". Le conclusioni della commissione Trasparenza

M. C. 
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Se fosse stato rispettato quando stabilito nel bando, ben 29 dei 44 assunti con il “concorso dei miracoli”, quello del Comune di Allumiere, non avrebbero dovuto passare nemmeno la prova selettiva. E ben 34 di questi 44 “hanno legami con la commissione esaminatrice o con la politica”. Sono solo alcune delle conclusioni, le più sorprendenti, a cui è giunta la commissione pubblicità e trasparenza della Regione Lazio contenute in una voluminosa relazione di 89 pagine presentata ieri mattina dalla presidente Chiara Colosimo. In pratica, il 65% dei beneficiari dell’ormai famosa graduatoria “passpartout” non aveva i requisiti per essere assunto. “Ad oggi – ha esordito Colosimo - non abbiamo notizia di un annullamento del concorso. Le persone sono tutte ai loro posti e il sindaco di Allumiere non ha trasmesso alcun documento, né al presidente della commissione né a quello del Consiglio”.

La relazione è il frutto di una “inchiesta” condotta dalla stessa commissione – mentre quella della Procura marcia a tappe forzate (dopo il sequestro dei telefonini si scava nelle chat di 27 candidati) – che ha visto dal 28 maggio in avanti l’audizione di diverse persone “informate dei fatti”, a cominciare dal primo cittadino dem di Allumiere Antonio Pasquini (indagato) per finire con l’ex presidente del consiglio regionale Mauro Buschini, passando per diversi sindaci della provincia di Roma. 
Diversi degli idonei, ricordiamo, sono strati assunti alla Pisana e in altri comuni dell’area metropolitana attraverso la sottoscrizione di convenzioni con il Comune di Allumiere. La vicenda, come noto, ha portato all’apertura di indagini da parte delle procure di Civitavecchia e di Roma, nonché alle dimissioni di Buschini.
Il concorso, secondo quanto emerge dalla relazione, già all’origine sarebbe stato viziato da una serie di errori formali e materiali. La prima grande anomalia riguarderebbe appunto la prova preselettiva, “superata da 107 persone (104 se si considerano i 3 esonerati), molti più di quelli previsti nel bando”. Inoltre, ha detto ieri mattina Colosimo, “il verbale n. 4, cioè quello che contiene i risultati delle preselezioni, ad un certo punto è sparito dal sito e poi è ricomparso con un elenco di 107 nomi in rigoroso ordine alfabetico ma senza i punteggi della prova preselettiva. Punteggi che sembrerebbe essere stati negati ai candidati esclusi. Se si fossero rispettati i principi stabiliti nel bando, le persone ammesse alla prova successiva sarebbero dovute essere soltanto 27”.

 

Un’altra “evidente anomalia nella prova preselettiva”, secondo Colosimo, è che “nel verbale numero 1 la commissione ha stabilito che il punteggio assegnato per ogni domanda lasciata in bianco nella prova preselettiva sarebbe stato -0,5”. All’atto della assegnazione del punteggio questo criterio invece non sarebbe stato applicato “e questo ha senza dubbio alterato il risultato finale della già viziata prova”.
Una ulteriore anomalia avrebbe riguardato l’assegnazione dei punteggi: il bando prevedeva, all’art. 5, un punteggio massimo di 30 per la prova orale “ma il successivo verbale 6 ha abbassato questo valore portandolo a 25, con i 5 restanti punti assegnati per prove di inglese e informatica”. Se fosse stato rispettato quanto stabilito dal bando e quanto ribadito dal parere pro veritate dell’avvocato Trippanera – il quale ha sottolineato che la commissione non poteva cambiare in corsa le carte in tavola - ben 29 assunti su 44, a detta della presidente Colosimo, sarebbero fuori dalle prove preselettive: “I 29, infatti, non hanno raggiunto il punteggio necessario al superamento della prova (o comunque sarebbero rimasti fuori dall’indicazione dei primi venti più i pari merito) e quindi non avrebbero dovuto partecipare alle successive fasi del concorso”.
La consigliera di FdI ha inoltre ricordato come per le preselettive fossero stati formati 7 gruppi da 90 candidati ciascuno: “Già da tempo è stato fatto notare come nel primo gruppo erano stati inseriti proprio i candidati ‘vicini’ alla politica. Questo ha portato a un'altissima percentuale di idonei del primo gruppo (il 70%, a differenza degli altri che si attestano ad una media inferiore al 20%)”.
Per la cronaca, la commissione non ha votato la relazione della Colosimo: diversi esponenti della maggioranza di centrosinistra hanno infatti chiesto del tempo per visionare il testo e potere apportare degli emendamenti.